Il 2024 è l'anno del centenario della nascita di Natuzza Evolo
Per la Calabria questo è l’anno del centenario della nascita della Serva di Dio Natuzza Evolo che vide la luce nella sua Paravati di Mileto il 23 agosto del 1924 e morta in odore di santità all’età di 85 anni il primo novembre del 2009, giorno di tutti i santi.
“Già la sua sua nascita nella Paravati povera di un secolo fa - racconta Vincenzo Varone, che a mamma Natuzza ha dedicato tre pubblicazioni “Sotto il cielo di Paravati”, “Il Soffio del Bene” e “Il Disegno Celeste”, insieme a centinaia di articoli e reportage televisivi - dove la povertà e l’abbandono regnavano sovrani rappresenta il primo segno del cielo, l’inizio del grande mistero che avvolge da un secolo le colline di Paravati e dei suoi uliveti secolari. Un mistero di fede che avvolge e sconvolge uomini e donne di ogni condizione sociale e anche chi non crede. Il miracolo della fede che si coglie – sottolinea Varone - nelle tante storie e testimonianze raccolte sul suo cammino”.
Ma ritorniamo al giorno della sua nascita. Non appena la piccoletta vide la luce si pensò che avrebbe vissuto solo pochi giorni in quanto la sua salute agli occhi della levatrice era apparsa, cagionevole, al punto che il giorno dopo la bimba ricevette nel giro di poche ore, con il consenso della madre Filomena Maria Angela Valente e degli altri parenti, il battesimo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Giusto quindici giorni prima il padre Fortunato Evolo era partito per l’Argentina senza mai fare più ritorno.
Un giorno quando Natuzza era sola una bambina e la madre era fuori casa ricevette la visita di un monaco di alta statura e dagli occhi luminosi. “Noi siamo poveri, non abbiamo neppure il pane, gli disse Fortunata facendogli vedere la cassa vuota. Il monaco le sorrise dicendogli di essere San Francesco di Paola, al quale la bambina chiese un grazia che fu subito ottenuta. Natuzza Evolo diventerà poi negli anni la protagonista umile e silenziosa di un’esistenza tutta vissuta per dare conforto ai sofferenti e agli ultimi e con una serie di doni come le emografie, la bilocazione, la preveggenza e i contatti con il mondo dell’aldilà e, in particolare, con Padre Pio di Pietralcina. I primi fenomeni si manifestarono negli anni Trenta quando la ragazza lasciò la casa materna per andare a servizio a Mileto, presso la famiglia dell’avvocato Silvio Colloca. Qui Natuzza ebbe le prime visioni della Madonna, di Gesù, degli angeli custodi e dei defunti. Ma il fenomeno più studiato della sua esistenza è senza alcun dubbio quello legato alla settimana santa, il periodo in cui per tanti anni Natuzza ha rivissuto sul proprio corpo la passione del Signore, dalla crocifissione alla salita al calvario. Fortunata Evolo per questi suoi fenomeni venne anche ricoverata in manicomio. Momenti difficili che avrebbero piegato chiunque, ma lei sopportò tutto con grande coraggio e fede affidando quelle sue sofferenze al Signore e alla Madonna. Qualche anno dopo andò in sposa a Pasquale Nicolace. Dal matrimonio nacquero cinque figli: Salvatore, Anna Maria, Antonio, Angelina e Franco. Negli anni a venire la sua casa di via Nazionale dove andò a vivere con la famiglia, non appena di lei incominciarono ad occuparsi i grandi mezzi di informazione e soprattutto le reti televisive, divenne meta continua di centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni angolo del mondo. A partire poi dalla seconda metà degli anni Ottanta su ispirazione di mamma Natuzza videro la luce l’associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime”, poi trasformata in fondazione, i cenacoli di preghiera, la casa di riposo per anziani “monsignor Pasquale Colloca”, la Villa della Gioia, la grande chiesa, inaugurata il sei agosto 2022 dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Attilio Nostro e una serie di strutture sociali in fase di realizzazione e di progettazione. Tra queste, l’importante e atteso Centro di riabilitazione “Recupero della Speranza” che aspetta di essere completato; l’altrettanto atteso “Centro Ospiti della speranza – Villaggio del Conforto” , composto da 19 casette per ammalati nel momento ultimo della loro vita terrena assistiti dai familiari, che oggi è nella fase progettuale; l’auditorium, con 950 posti a sedere, luogo di aggregazione e promozione della tradizione culturale e religiosa della Calabria, che aspetta solo di essere inaugurato. Si tratta delle opere, annunciate a suo tempo - come si ricava dall’appendice dello statuto della fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime - a Natuzza Evolo dalla Vergine Maria in un’apparizione avvenuta il 17 gennaio 1944.
Attualmente è in corso il processo per la sua causa di beatificazione, di cui è postulatore il laico Paolo Vilotta, nominato qualche mese fa in sostituzione di don Enzo Gabrieli.
