Muore in Calabria dopo due accessi in Pronto Soccorso: «Dimessa con l’infarto in corso»
La donna è deceduta poco dopo le dimissioni. La famiglia accusa: «Elettrocardiogramma ignorato, è omicidio colposo»
Si infittisce il giallo sulla morte di Laura Berlingieri, la donna deceduta tragicamente nella notte tra il 29 e il 30 dicembre dopo due accessi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme. A rompere il silenzio, dopo le comunicazioni ufficiali dell'ASP di Catanzaro, è l’avvocato Gianluca De Vito, legale di fiducia del marito della vittima, Antonio Bevilacqua.
La denuncia e l'apertura del fascicolo
Le parole del legale arrivano a seguito di una denuncia-querela che ha spinto la Procura della Repubblica di Lamezia Terme, sotto la direzione del sostituto procuratore Vincenzo Quaranta, ad avviare un’indagine per i reati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. L'obiettivo è fare luce sulle ultime ore di vita della donna e verificare se vi siano state negligenze fatali.
La ricostruzione: «Dolore toracico ignorato»
Secondo quanto documentato dal legale, Laura Berlingieri era giunta in ospedale alle 5:46 del mattino del 29 dicembre, lamentando un persistente dolore toracico. Dopo circa undici ore di permanenza, alle 16:44, era stata dimessa con una diagnosi di "dolore toracico non specificato".
Tuttavia, la difesa solleva un punto critico che contesta frontalmente la versione dell'Azienda Sanitaria: «Dall'elettrocardiogramma — afferma l'avvocato De Vito — erano emerse anomalie alle quali non faceva seguito alcun ulteriore approfondimento diagnostico».
Poche ore dopo le dimissioni, la situazione è precipitata: al secondo accesso, avvenuto alle 23:43, la donna è arrivata in ospedale già in arresto cardiocircolatorio. Ogni tentativo di rianimazione è stato vano.
Attesa per l’esame autoptico
La verità scientifica sulle cause del decesso è ora affidata ai periti. In data odierna, la Procura ha conferito l’incarico per l’esame autoptico ai medici legali Isabella Aquila, Giuseppe Neri ed Eugenio Garofalo. Saranno i risultati dell'autopsia a stabilire se quel dolore toracico fosse il segnale di un infarto in corso e se la tragedia potesse essere evitata con un ricovero o esami più approfonditi.
