Ritorno in classe a scelta, la Cisl: "Ordinanza destabilizzante"
"Siamo fortemente preoccupati dalla ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole secondarie di secondo grado, prevista per domani lunedi 1 febbraio 2021 in tutta la Regione. La limitazione prevista al 50% non riduce in alcun modo la complessità della gestione di questo particolare ordine di scuola, che vede molti istituti accogliere studenti provenienti da tutti i territori della Regione, andando in alcuni casi a raggiungere numeri paragonabili a molti nostri centri urbani". Esordisce così il segretario generale della Cisl Scuola Arcangelo Carbone, in merito alla decisione del presidente facente funzioni della giunta regionale Nino Spirlì. "Nulla è stato fatto -spiega Carbone - per migliorare concretamente i trasporti e, soprattutto, ancora non esiste un raccordo preciso con le Aziende Sanitarie Provinciali sia in termini di screening preventivo che di gestione del tracciamento. I Dirigenti Scolastici non ricevono alcun tipo di informazione ufficiale, ma spesso devono rincorrere i tracciamenti sulla base di informazioni personali, tamponi antigenici, sentito dire!"
E ancora: "I tanto promessi tamponi per ogni scuola ancora non sono stati consegnati e probabilmente non saranno disponibili neanche nei prossimi giorni. Con la ripresa delle attività in presenza della scuola secondaria di secondo grado, gli episodi che sono cresciuti negli ultimi giorni, riferibili all’utenza del primo grado, con buona probabilità cresceranno in termini numerici (qualche alto esponente del CTS ipotizza un più 25%)".
La cosa che più preoccupa riguarda il fatto che "la situazione che si è presentata ad inizio anno scolastico nelle varie scuole, quando venivamo fuori da un’estate tranquilla, è esattamente la stessa di quella che troveremo domani in tutte le istituzioni scolastiche della Regione, con la differenza di esser ancora in un momento di grave emergenza sanitaria. Ed in tutto questo, Dirigenti, docenti e personale Ata sono lasciati completamente soli a combattere una battaglia, con le sole armi della consueta disponibilità, professionalità e del sacrificio personale. Risulta poi, in questo grave e delicato momento, fortemente destabilizzante l’ultima Ordinanza del Presidente facente funzioni della Regione Calabria, dott. Spirli, emanata solo sabato pomeriggio alle ore 17.30 (!), quando ormai tutte le scuole, dopo aver lavorato alacremente per definire assetti organizzativi finalizzati alla ripresa delle attività didattiche in presenza, erano chiuse e impossibilitate a definire nuove forme organizzative per il primo giorno di rientro".
"Fortemente discutibile, nel merito e nel metodo, appare la possibilità -sottolinea ancora Carbone - di lasciare alla libera scelta delle famiglie la decisione di consentire o meno la frequenza scolastica. Tale previsione, ovviamente, non tiene conto della complessità a cui va incontro un’istituzione scolastica che deve affrontare una serie di problematiche organizzative che solo chi vive nel mondo della scuola può immaginare. La possibilità, goffamente e tardivamente impostata, di definire un servizio scolastico “a domanda” contrasta con una serie di rilevanti disposizioni costituzionali e, fra queste, con l’art. 117 della Costituzione che, riconoscendo all’autonomia delle Istituzioni Scolastiche rilievo superprimario, chiaramente ed esplicitamente impedisce una sua declinazione a richiesta delle famiglie, quasi fosse un servizio voluttuario da fruire secondo personali valutazioni, trascurando il suo essere servizio essenziale e dimenticando pure i limiti normativi e contrattuali che condizionano le scelte organizzative. Subordinare tale servizio alle richieste dell’utenza significa svilire il senso stesso del sistema scuola e la dignità di tutti i lavoratori che in essa operano".
"Come sempre tutti sono bravi a fare considerazioni sulla scuola, senza però ascoltare e coinvolgere le parti che quotidianamente portano avanti questa nobile istituzione statale. A tal proposito, come Cisl Scuola Calabria, per come normativamente e contrattualmente disposto, invitiamo tutte le scuole della Regione ad esercitare quanto previsto in termini di autonomia scolastica, in tutte le forme che la Carta Costituzionale ci riconosce. Unitamente alle altre OO.SS regionali abbiamo più volte richiesto di essere ascoltati dalla Regione Calabria che, ad oggi, ancora non ha previsto alcuna forma di convocazione. Forse non funzionava la piattaforma o, ancora peggio, è una libera scelta".
