Dall'antico Egitto ai nativi americani le civiltà hanno provato a conquistare il favore del cielo con la danza.  Ma oggi a Dubai preferiscono i droni. Su su fino alle nuvole, per far arrivare la pioggia. L’esperimento è stato appena ripetuto, l’acqua è arrivata (anche troppa) in uno dei Paesi tra i  più siccitosi al mondo, con temperature che in questi giorni hanno sfiorato i 50 gradi. Si chiama cloud seeding, inseminazione delle nubi. La Cina nel 2017 ci ha investito 168 milioni di dollari, sfruttando la pratica anche per combattere l’inquinamento.

L’invenzione risale all'America degli anni Quaranta. Ancora molto usata  in Russia  e in AustraliaSandro Fuzzi del Cnr (istituto di scienze dell'atmosfera e del clima di Bologna) chiarisce: "La tecnica consiste nell’inseminare le nuvole con sali particolari, il più usato è lo ioduro d’argento E si può fare anche con il ghiaccio secco. Supponendo che la nuvola sia quella giusta, che ci sia la temperatura giusta, possiamo stimolare una precipitazione. In Italia questi studi risalgono agli  anni Sessanta ma non si è mai giunti a un risultato concreto. Questa è la ragione per cui dico che c’è senz’altro un aspetto commerciale. Perché manca la riprova. Ho fatto l’inseminazione di quella nube e ha piovuto. Chi mi dice che non avrebbe piovuto lo stesso?".