"Falduto, Limardo, Santacaterina, Limardo, Chiaravalloti, Limardo, Bruni, Scionti. Non mi intendo di calcio ma quelli che sembrano i passaggi tra i giocatori di una squadra di calcetto sono in realtà tutti i cambi di Deleghe alle Politiche Sociali del Comune di Vibo Valentia fatti dal sindaco Limardo". Esordisce così Enrico Mignolo, presidente dell'Associazione Io autentico, ancora una volta aspramente critica nei confronti dell'amministrazione e, nella fattispecie, del sindaco della città di Vibo. A far saltare letteralmente dalla sedia il professionista, in questo caso, sono state le parole del primo cittadino, durante la conferenza stampa di presentazione dei quattro nuovi assessori, ieri, a Palazzo "Luigi Razza".
"Le parole del sindaco -ha tuonato Mignolo - sono un esempio di abilismo, molto grave in politica, cui ci siamo dovuti abituare anche nei fatti in questi 4 anni. Sono parole che colpiscono me, in quanto padre di un “ultimo” e che immagino colpiscano anche altri “ultimi”, figli, sorelle, fratelli o parenti di persone che lavorano nella o per la amministrazione comunale.
Ecco da dove nasce certa ostilità. Dai termini che, prima dei fatti, si utilizzano nella Capitale del Libro. E che evidentemente esprimono anche il senso dell’agire e dell’agito. O forse mi sbaglio?
Le politiche sociali sono welfare, sono politiche per la persona, per tutti, non degli ultimi. E questo bisognerebbe saperlo, dopo 4 anni: sapere che, ad esempio, nelle politiche sociali ci sono anche quelle per le famiglie “normali” con figli ”normali”. E che sono? Ultimi anche quelli? Forse è per questo che ci si è voluti permettere 8 cambi in 4 anni?
Questa posizione -ha concluso - rappresenterebbe una libera scelta di tali ultimi o è, invece, conseguenza di scelte di alcuni?
Mi auguro che il nuovo assessore alle politiche sociali, proprio perché arriva dal mondo associazionistico di supporto alle persone con disabilità, voglia dissociarsi con i fatti, se non già con le parole, da certe dichiarazioni abiliste ed offensive".