Non solo le 70 condanne, che vanno da 10 mesi a 20 anni, ma anche diversi risarcimenti importanti nella sentenza di primo grado - del filone che segue il rito abbreviato - del maxi processo alla 'ndrangheta vibonese Rinascita Scott (ne abbiamo parlato QUI). In diversi coloro che si sono costituiti parti civili e per le quali il gup Claudio Paris ha disposto un risarcimento: dai Comuni alle associazioni, passando per privati cittadini, aziende, banche, pubbliche istituzioni e non solo. Il totale ammonta a oltre 4 milioni di euro.

Nel dispositivo della sentenza emanata sabato pomeriggio, 6 novembre, si legge infatti che gli imputati condannati per il reato di associazione mafiosa e per i capi di imputazione aggravati dal metodo mafioso dovranno provvedere, in solido, al risarcimento del danno - con una provvisionale quantificata in 900mila euro - in favore della la Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’Interno e del Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Ulteriore provvisionale di 750mila euro, da parte degli stessi soggetti, anche per la Regione Calabria e di 200mila per il Comune di Vibo Valentia.

Per diversi Comuni del Vibonese, costituiti parte civile, è stato invece previsto un risarcimento di 150mila euro ciascuno. Si tratta degli Enti comunali di: Filandari, Filogaso, Ionadi, Limbadi, Maierato, Mileto, Nicotera, Pizzo, Ricadi, San Costantino, San Gregorio D’Ippona, Sant’Onofrio, Stefanaconi, Tropea, Zungri.

A Vania Lekov Danova, vittima di estorsione costituita parte civile, andrà un risarcimento di 50mila euro. La metà, 25mila euro, per il testimone di giustizia Giuseppe Sergio Baroni. Mentre 5mila euro invece alla fondazione nazionale “Interesse Uomo/Onlus” (dovranno pagare in solido Antonio Gaetano Cannatà, Giovanni Claudio D'Andrea e Pasquale Antonio D'Andrea) e 30mila per l’associazione Antiracket e antiusura della Provincia di Vibo Valentia.

Ma non solo. Il gup ha inoltre disposto una cifra di 300mila euro per il Credito cooperativo di San Calogero e Maierato Bcc del Vibonese per una rapina compiuta all’interno della banca. Gli imputati Domenico Macrì (condannato a 20 anni di reclusione) e Michele Pugliese Carchedi (14 anni e 8 mesi) sono stati condannati anche a risarcire la società cooperativa Coper.Po.Lo Edile con 10mila euro. Mentre Michele Manco (12 anni di reclusione) e Rossana Morgese (3 anni e 4 mesi di reclusione) dovranno risarcire con 50mila euro l'azienda Eurospin Sicilia.

Altri 15mila euro andranno a Luigi Furci da parte dell'imputato Gianluigi Cavallaro, condannato a 5 anni di reclusione. Mentre Pasquale Gallone, considerato il braccio destro del boss di Limbadi Luigi Mancuso e condannato a 20 anni di reclusione, è stato condannato a risarcire con 30mila euro l'imprenditore Antonio Lopez y Royo.

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