È il ‘nodo dei nodi’ su cui s’innesta il dramma dei genitori italiani: se il 4 maggio riapriranno le attività e molti saranno richiamati al lavoro, con le scuole chiuse e i nonni ancora costretti in una quarantena che per loro forse finirà più tardi, ma i bambini dove li metteranno? Il governo, ovviamente, ancora non risponde, anche se il tema è pesante per chi ha figli e in questa fase non può veramente contare su nessuno a cui appoggiarsi. Per non parlare del futuro scolastico dei ragazzi; se a settembre la scuola riaprirà, come si riuscirà a mantenere il giusto distanziamento in classi che normalmente sono sovraffollate? Con i doppi turni, oppure con la scuola via web?

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