In Calabria si riaccende il dibattito sul sostegno al reddito. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Raffaele Mammoliti, ha presentato una proposta di legge per l’istituzione del Reddito di Dignità regionale, un intervento pensato per offrire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà economica e sociale.

La misura, ispirata a esperienze già avviate in altre regioni come il Lazio, arriva in un momento delicato: l’abrogazione del Reddito di cittadinanza e l’introduzione dell’Assegno di inclusione hanno lasciato fuori circa 823mila persone in Italia, di cui oltre 45mila in Calabria, secondo i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio.

Il disegno di legge prevede un contributo mensile di 500 euro per i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.360 euro e un’età compresa tra i 18 e i 59 anni. Il beneficio, della durata di dodici mesi rinnovabili, sarà vincolato alla sottoscrizione di un patto di inclusione sociale attiva con i servizi sociali comunali, che potrà includere percorsi formativi, tirocini, inserimento lavorativo o attività di utilità sociale.

Tra le condizioni previste: almeno 62 ore mensili di impegno personale, obbligo scolastico per i figli minori, e sospensione del beneficio in caso di inadempienza o rifiuto di offerte di lavoro congrue. L’attuazione sarà affidata ai Comuni e ai Centri per l’impiego, con il coordinamento della Regione. Le risorse arriveranno dal programma nazionale GOL e dal PNRR, con una platea stimata di 15mila nuclei familiari già nel primo anno.

Nei giorni scorsi, Mammoliti ha presentato la proposta all’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico, oggi candidato alla presidenza della Regione. Tridico ha espresso interesse per l’iniziativa, annunciando l’intenzione di inserirla nel proprio programma elettorale. “È arrivato il momento di non lasciare nessuno indietro”, ha dichiarato Mammoliti, sottolineando la differenza tra il modello nazionale basato sull’occupabilità e la sua proposta, fondata sul principio di universalità.

In una regione come la Calabria, dove i tassi di disoccupazione giovanile e povertà restano tra i più alti d’Italia, il Reddito di Dignità si candida a diventare uno dei temi centrali della campagna elettorale per le regionali del 5 e 6 ottobre. Un confronto che promette di mettere al centro il futuro del welfare e la tutela delle fasce più fragili della popolazione.