#FOCUS | Le ferrovie del Sud: a binario unico e a rischio smottamenti (FOTO)
Dopo l'incidente ferroviario che ha causato 23 morti in Puglia, si viaggia con maggiore preoccupazione. Soprattutto sulle linee ferrate a binario unico
Si sale e si scende percorrendo un solo binario e la paura tra i pendolari è palpabile, soprattutto dopo il disastro ferroviario in Puglia che ha causato 23 morti sull'unica linea ferrata che collega Corato ad Andria. Gli utenti delle Ferrovie della Calabria, che viaggiano tra Catanzaro a Cosenza, vivono mille disagi: vagoni decisamente antichi e dotati di pochi comfort. Fatta salva la presenza dei sedili e dei finestrini non ci sono altri servizi utili a rendere il viaggio più confortevole ai pendolari. E completa il quadro una linea ferrata vetusta e soggetta a continui fenomeni di dissesto idrogeologico. E' capitato spesso, ad esempio, che alcuni tratti ferroviari dovessero essere interrotti per via di frane rovinate sui binari e che impedivano il passaggio ai locomotori. Per bypassare lo smottamento gli utenti erano costretti a scendere alla stazione precedente e imbarcarsi in bus che li traghettavano fino alla stazione successiva dove ad attenderli c'era un altro vagone. Un viaggio della fortuna che rende plasticamente l'idea dei disagi a cui gli utenti sono sottoposti continuamente su una linea ferroviaria che sarebbe anche antieconomico ammodernare.
Prospettive. Di recente, il governatore Mario Oliverio ha manifestato la volontà di ripristinare la linea che nelle intenzioni dovrebbe essere utilizzata per collegare l'ateneo catanzarese a quello cosentino interconnettendo le due metropolitane leggere che sono già state aggiudicate. Nel frattempo, la Regione ha bandito una gara per la redazione di uno studio di fattibilità che stabilisca se e quanto convenga investire denaro in un'infrastruttura a costante rischio smottamenti e vetusta.
Siamo al Sud. La stazione di arrivo è collocata nella centrale via Milano a Catanzaro e il prezioso servizio ferroviario viene utilizzato in gran parte dai residenti dei comuni limitrofi che lavorano o studiano in città e necessitano di una linea di collegamento più comoda dei mezzi privati costretti ad inerpicarsi per le strade tortuose dell'entroterra. Chiedere a chiunque degli pendolari cosa ne pensa dell'efficienza del servizio, significa sfondare una porta aperta. Il refrain è uno solo: "Siamo al Sud"; un'affermazione che dopo il disastro ferroviario in Puglia oltrepassa la semplice constatazione e assume il significato di una condanna.
Scontri e smottamenti. Non c'è aria condizionata all'interno dei vagoni, i quali sono vecchi e oggetto di scarsa manutenzione. Ma mentre nella direzione opposta, da Catanzaro centro al quartiere marinaro, si è provveduto a rinnovare il materiale rotabile; in direzione Cosenza è impossibile: le gallerie sono così strette da impedire il passaggio ai nuovi locomotori così si continua a far viaggiare i vagoni più vecchi. E i pendolari temono il peggio: chi ha il terrore di essere investito da una frana, chi di subire un nuovo scontro ferroviario dopo quello verificatosi due anni fa all'altezza del comune di Gimigliano. Nel marzo del 2014, infatti, due vagoni provenienti da direzioni opposte si scontrarono causando il ferimento di 15 persone. E' ancora in corso l'inchiesta della magistratura ma un'indagine tecnico-amministrativa avviata dalle Ferrovie della Calabria ha condotto alla sospensione e al licenziamento del capotreno e del macchinista che il 6 marzo fecero partire il convoglio nonostante il semaforo fosse rosso. (l.c.)
