'Ndrangheta a Lamezia, la Dda chiude l'inchiesta per 45 indagati (NOMI)
Nuove leve, pronte a continuare gli affari dei boss in carcere e impegnate in una massiccia attività estorsiva e intimidatoria per mettere sotto scacco commercianti e imprenditori, minorenni utilizzati dalla cosca per acquistare giochi pirotecnici da utilizzare per confezionare ordigni per gli attentati dinamitardi contro le attività dei commercianti che non si piegavano al racket. Con le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, al possesso illegale di armi ed esplosivi, all’estorsione, al danneggiamento aggravato e alla rapina, il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini nei confronti di 45 indagati, tra sodali e affiliati alla cosca Cerra- Torcasio- Gualtieri di Lamezia, coinvolti nel blitz antimafia Crisalide, scattata il 13 settembre scorso, in esecuzione di 28 misure cautelari.
I nomi dei 45 indagati. Antonio Miceli, 29 anni; Teresa Torcasio, 31 anni; Antonio Saladino, 24 anni; Francesco Gigliotti, 31 anni; Davide Belville, 25 anni; Sandro Tropea, 45 anni; Salvatore D’Agostino, 33 anni; Giuseppe Costanzo, 44 anni; Esterino Tropea, 40 anni; Antonio Gullo, 53 anni; Pasquale Caligiuri, 33 anni; Vittorio Saladino, 56 anni; Antonio Franceschi, 26 anni; Rosario Franceschi 56 anni; Franco Franceschi, 51 anni; Concetto Pasquale Franceschi 53 anni; Antonio Paola, 55 anni; Massimo Gualtieri, 48 anni; Luigi Vincenzini, 32 anni; Piero De Sarro, 35 anni; Saverio Torcasio, 34 anni; Flavio Bevilacqua 28 anni; Salvatore Fiorino, 65 anni; Morrison Alessio Gagliardi, 27 anni; Antonio Grande, 38 anni; Vincenzo Grande, 60 anni; Domenico De Rito, 49 anni; Gianluca Adone, 45 anni; Vincenzo Dattilo, 64 anni; Antonio La Polla, 31 anni; Carlo Sacco, 24 anni; Filippo Sacco, 29 anni; Alessandro Trovato, 42 anni; Pasquale Mercuri, 31 anni; Pasquale Butera, 31 anni; Nicholas Izzo, 24 anni; Francesca Antonia De Biase, 25 anni; Francesca Falvo, 33 anni; Manuela Pagliuso, 41 anni; Pasquale Gullo, 49 anni; Pasquale Cerra, 53 anni; Nino Cerra, 29 anni; Antonio Paradiso, 30 anni; Giuseppe Gullo, 55 anni; Antonio Stella, 31 anni.
A giudizio immediato. Contestualmente il magistrato titolare del fascicolo ha già chiesto il giudizio immediato per alcune ipotesi di reato a carico di 17 indagati, che quindi saltano “il filtro” dell’udienza preliminare. Si tratta di Pasquale Butera, Salvatore Fiorino, alias “Turuzzu”, Giuseppe Galluzzi, Francesco Gigliotti, Antonio Grande, Cristian Greco, Antonio Gullo, Giuseppe Gullo, alias Pino o Pinuzzo; Pasquale Gullo, Nicola Gualtieri, inteso “U Capraru”, Nicholas Izzo, Antonio La Polla, Pasquale Mercuri, inteso “U lupu”; Antonio Paradiso, alias “Zu toto”; Ottorino Rainieri; Giovanni Torcasio, inteso “U Craparu”, Pallone e padre di Vincenzo e Alessandro Trovato. I legali difensori, nel cui collegio compaiono i nomi degli avvocati Antonio Larussa, Giuseppe Spinelli, Francesco Gambardella, Salvatore Cerra, Michele Cerminara, Romano Federica, hanno chiesto per i loro assistiti il giudizio abbreviato.
I regali alla cosca per evitare ritorsioni. Gli imprenditori e i commercianti di Lamezia tentavano di sopravvivere al cappio imposto sulle loro attività dal clan Cerra- Torcasio- Gualtieri, regalando bottiglie di champagne oppure garantendo assunzioni. Un commerciante sarebbe stato costretto a regalare abiti firmati ai familiari di Ottorino Rainieri: “Conosco Ottorino Rainieri e posso affermare che era notorio a Lamezia Terme che lo stesso era un esponente della famiglia mafiosa dei Gualtieri. Ho consegnato alcuni capi di abbigliamento direttamente nella mani di Rainieri…lo stesso mi disse che li avrebbe dovuti recapitare ai familiari detenuti”. Un altro commerciante ha invece raccontato di aver iniziato a praticare sostanziosi sconti a Rainieri nel suo locale dopo che era intervenuto per riportare la calma a seguito di una rissa. “In me si è rafforzato il convincimento che questo tipo di scontistica privilegiata applicata a Rainieri fosse necessaria al fine di evitare problemi alla mia attività commerciale”. Nella maggior parte dei casi non era necessario neanche ricorrere alla violenza o alle minacce per riscuotere quanto voluto, bastava solo dire il nome del clan di appartenenza per incutere timore negli imprenditori lametini.
Le operazioni gemelle. La cosca Cerra- Torcasio Gualtieri è stata colpita negli anni da diverse inchieste, che ne hanno decapitato i vertici, una cosca rimasta comunque operante attraverso nuove leve, che hanno continuato a controllare il territorio, “distribuendo” cocaina, eroina ed ecstasy, non solo a Lamezia, ma in tutta la Calabria. Crisalide 3 costituisce solo l’ultimo atto in ordine di tempo di altre due inchieste. La prima operazione denominata “Crisalide” era scattata il 23 maggio 2017 ed aveva portato all’arresto di 52 persone per traffico di droga, estorsione, possesso di armi ed esplosivi, danneggiamento aggravato e rapina. Nell’aprile 2018 il secondo capitolo, battezzato “Crisalide 2”, con altri 11 arresti, un blitz in seguito al quale il prefetto di Catanzaro aveva inviato la commissione d’accesso, la cui relazione aveva poi determinato lo scioglimento del Consiglio comunale, il terzo dopo quelli del 1991 e del 2002.
