Il Ddl Costituzionale che il Governo sta discutendo dovrebbe consentire di mantenere la figura del senatore a vita solo per gli ex presidenti della Repubblica.

Con l'introduzione del premierato, infatti, dovrebbe arrivare anche lo stop alla nomina di nuovi senatori a vita da parte del Capo dello Stato. Gli attuali, di nomina quirinalizia – riferisce tgcom24 - dovrebbero rimanere in carica fino alla fine del loro mandato. Il disegno di legge sarà esaminato in Cdm venerdì.

Vediamo le principali novità:

Elezione del premier. Secondo le ultime bozze del disegno di legge costituzionale circolate, la riforma andrebbe a modificare tre articoli della Carta: l'88 sul potere del Capo dello Stato di sciogliere le Camere, il 92 sulla nomina del premier (con l'elezione diretta) e il 94 sulla mozione di fiducia e sfiducia al governo. In sostanza, dalla prossima legislatura il capo del governo verrebbe eletto dai cittadini in un unico turno, per 5 anni, con una scheda unica.

Premio di maggioranza.  Previsto anche un sistema elettorale maggioritario con un premio del 55% assegnato su base nazionale che assicurerebbe il 55% dei seggi nelle Camere ai candidati e alle liste collegate al candidato premier eletto.

Poteri del Capo dello Stato. In virtù della riforma e stando alle bozze, al capo dello Stato non spetterebbe più il potere di nomina del premier (come prevede oggi l'articolo 92), ma quello di conferire l'incarico al premier eletto, mentre manterrebbe il potere di nomina dei ministri, su indicazione del capo del Governo.

Norma anti-ribaltone. Nel testo predisposto dal ministro si ipotizza che, nel caso in cui il premier si dimetta o decada dal suo ruolo, il presidente della Repubblica possa assegnare l'incarico di formare un nuovo governo al premier dimissionario o a un altro parlamentare eletto e collegato al presidente del Consiglio. Un modo per garantire continuità alla legislatura, senza ricorrere al voto e che farebbe saltare il meccanismo della sfiducia costruttiva.

 Stop ai senatori a vita. Infine salta, come già detto, anche un'altra prerogativa del presidente della Repubblica, ossia il potere di nominare i senatori a vita. In ogni caso la riforma garantirebbe che gli attuali senatori restino in carica fino alla fine del proprio mandato.