Il vicepresidente della giunta regionale della Calabria, Filippo Pietropaolo, è stato assolto dall'accusa di ricettazione perché il fatto non costituisce reato.

Lo stabilisce la sentenza letta questa mattina dal presidente del collegio penale del Tribunale di Crotone, Edoardo D'Ambrosio, a conclusione del processo scaturito dall'operazione Tempio di Hera.


Pietropaolo, all'epoca consigliere della Seta srl, era stato rinviato a giudizio per aver accettato una "moneta dei bretti" in regalo.

La sentenza ha invece inflitto condanne ai tombaroli per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo scavo illecito di reperti archeologici.

Il Tribunale di Crotone ha condannato a cinque anni di reclusione Vincenzo Godano; tre anni per Francesco Salvatore Filoramo, Luca Filoramo, Vittoria Villirillo e Carmine Francesco Verterame; due anni sono stati inflitti a Francesco Arena. Assolti per non aver commesso il fatto Pasquale Antonio Fabiano, Salvatore Rocca, Carmelo Marino, Pasquale De Tursi; assolti perché il fatto non sussiste: Yvonne Maria Gallo, Luigi Lacroce, Leonardo lecce, Michele Bisceglie, Mario Raso, Annibale Chiaravaloti.

La sentenza è arrivata ad otto anni di distanza dall'operazione, periodo durante il quale alcuni dei principali indagati sono deceduti e quindi non sono più perseguibili.