L'uomo è stato reintegrato soltanto dopo essere tornato a condividere con la propria donna il tetto coniugale

Vietato lasciare la moglie. Soprattutto se si è mafiosi. Il rischio è di essere estromesso dall'organizzazione criminale. Insomma, un mafioso separato perde il diritto di stare non in una ma addirittura in due...famiglie.

La 'ndrangheta non accetta violazioni del codice d'onore. E chi non sta alle regole viene messo alla porta. Ma nel ricettario di boss e gregari non c'è soltanto la condivisione di malefatte di ogni genere, ma anche  la necessità di dividere con la moglie del medesimo tetto coniugale. Che capo vuoi che sia uno che viene lasciato dalla consorte? E così, un capo clan, separatosi dalla sua signora si è beccato un bel cartellino rosso. E dopo essere stato allontanato dalla sua famiglia - spiega questa mattina la Gazzetta del Sud - si è visto sbattere la porta in faccia anche dalla 'ndrina di relativa appartenenza. Sospensione "temporanea" quella inflitta dalla ndrangheta a un certo Tassone (il nome di battesimo non è dato conoscerlo), originario della Provincia di Vibo Valentia e residente in Germania. Secondo i magistrati impegnati nell'operazione "Rheinbrucke-Helvetia" in corso a Locri l'uomo faceva parte dell'organizzazione tedesca con ruoli anche verticistici. Ma dalle intercettazioni telefoniche eseguite in Germania emergeva una conversazione tra due soggetti nell'ambito della quale si spiega che tale "Mico", separatosi dalla moglie era stato sospeso e poi reintegrato nell'organizzazione a seguito del ricongiungimento.

Da un'altra conversazione era evidente che se "tale Tassone fosse ritornato con la moglie" avrebbe potuto essere nuovamente accolto a casa, ovvero, avrebbe riacquisito la sua posizione nella ndrangheta.