Restano in carcere i fratelli Antonio e Giuseppe D'Amico, entrambi di Vibo Valentia e Giuseppe Ruccella , originario di Sant'Onofrio e residente a Filogaso, coinvolti nell'inchiesta Petrolmafie. Il gip di Vibo, Marina Russo, pur evidenziando che non vi sono pericoli di fuga e dunque non convalidando il fermo emesso dalla Dda di Catanzaro, ha disposto la custodia in carcere per entrambi gli indagati. Significativa la gravità indiziaria. Gli atti passano a questo punto alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

L'inchiesta che ha scoperchiato un pentolone è stata messa a punto da carabinieri e Guardia Finanza, con 70 persone coinvolte e beni sequestrati per il valore di oltre un miliardo di euro a società petrolifere e cinematografiche. Le accuse a vario titolo per gli indagati sono di associazione di tipo mafiosoriciclaggio e frode fiscale di prodotti petroliferi.