Vibonese, emergenza Sanità: Guardie Mediche chiuse, scoppia la rivolta dei sindaci
I cittadini restano senza assistenza medica durante le festività. I primi cittadini denunciano l'ASP e la Regione: «Il diritto alla salute è violato»
Non c'è pace per la sanità nelle zone interne del Vibonese. Mentre la regione affronta un'ondata di maltempo, le comunità delle Serre e dell'entroterra si ritrovano scoperte proprio sul fronte dell'assistenza primaria. È scattata nelle ultime ore una vera e propria mobilitazione dei sindaci di Fabrizia, Dasà e Acquaro, che hanno inviato esposti urgenti ai vertici dell’ASP di Vibo Valentia, al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e alla Prefettura per denunciare la chiusura sistematica delle postazioni di continuità assistenziale (ex Guardia Medica).
Il caso Fabrizia: «Servizio fantasma»
Il sindaco di Fabrizia, Francesco Fazio, è passato ai fatti dopo un sopralluogo effettuato nel pomeriggio dell’Epifania. La postazione locale è risultata sbarrata, un episodio che il primo cittadino definisce non isolato: «La guardia medica è rimasta chiusa anche il 2 e il 4 gennaio, oltre che in diverse occasioni nei mesi scorsi», denuncia Fazio.
Nella sua missiva, il sindaco parla di una situazione «non più sostenibile» che colpisce duramente la popolazione anziana, impossibilitata a ricevere cure immediate o prescrizioni urgenti. Fazio richiama i vertici sanitari al rispetto della Costituzione: «La mancanza di questo servizio essenziale viola il diritto fondamentale alla salute».
Dasà e Acquaro: doppia emergenza tra medici condotti e guardie chiuse
Non meno drammatica la situazione nel versante di Dasà e Acquaro. Il sindaco Raffaele Scaturchio ha presentato una formale denuncia dopo aver constatato personalmente, il 4 gennaio scorso, la chiusura della sede di Acquaro (che serve entrambi i comuni). «I cittadini sono esasperati – spiega Scaturchio – e il disagio è amplificato da una criticità cronica».
A Dasà, infatti, all'assenza della Guardia Medica si aggiunge la carenza dei medici di base: dopo la rinuncia all'incarico del dottor Naccari, una parte significativa dei residenti è rimasta senza medico di medicina generale. Un vuoto assistenziale totale che costringe i cittadini a rivolgersi ai già intasati Pronto Soccorso degli ospedali di Vibo o Serra San Bruno.
La richiesta: interventi immediati
I sindaci chiedono all'ASP di Vibo Valentia soluzioni d'urgenza. Non bastano più le giustificazioni legate alla carenza di camici bianchi: le comunità delle Serre chiedono turnazioni garantite e una riorganizzazione che non lasci i borghi montani isolati e privi di soccorso. La denuncia alla Prefetta di Vibo punta a sollecitare un tavolo tecnico per evitare che l'emergenza sanitaria si trasformi in una vera e propria crisi di ordine pubblico.
