'Ndrangheta: difetto di notifica fa saltare a Vibo processo a carico di Lo Bianco
Il 63enne è accusato di tentata estorsione ai danni di un imprenditore costretto ad abbandonare alcuni lavori edili
Un difetto di notifica sia all'imputato che alla parte offesa ha impedito stamane l'apertura del dibattimento che vede Nazzareno Lo Bianco, 63 anni, detto "Giacchetta", di Vibo Valentia, accusato dalla Dda di Catanzaro del reato di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Lucia Monaco (a latere i giudici Giovanna Taricco e Graziamaria Monaco), non è così rimasto altro fare che rinviare l'apertura del dibattimento all'udienza del 22 giugno prossimo.

L'accusa. A finire nel mirino del presunto esponente dell'omonimo clan sarebbe stato il titolare di un'impresa edile, S.N., impegnato nella realizzazione di 15 bagni e dell’impianto antincendio in un'azienda del luogo. Nazzareno Lo Bianco, difeso dall’avvocato Francesco Sabatino, secondo la Dda avrebbe prima tentato di impedire all’imprenditore edile di continuare i lavori e poi tentato di costringere successivamente lo stesso imprenditore a rinunciare pure ad altro lavoro di ristrutturazione idraulica in un appartamento di un ingegnere di Vibo. Ad avviso degli inquirenti, Nazzareno Lo Bianco avrebbe minacciato di gravi ritorsioni la vittima per imporsi nell’accaparramento dei lavori pur contro la volontà del committente e della ditta incaricata. Nazzareno Lo Bianco, detto “Giacchetta”, nel 2009 era stato condannato a 4 anni ed 8 mesi per associazione mafiosa in primo grado nel processo nato dall'operazione denominata "Nuova Alba". Nel 2010, a differenza del fratello e dei cugini, era stato poi assolto in appello. (g.b.)
