Vibo, bandi per il sociale: la dirigente Teti "travolta" dalle polemiche
Particolarmente movimentati, nel pomeriggio di ieri, i lavori della quarta commissione del Consiglio comunale di Vibo Valentia. Con qualche eletto che ha persino minacciato esposti in Procura. L'organo, che si occupa delle politiche sociali, è infatti alle prese negli ultimi giorni con la pubblicazione di tre bandi per l’assistenza educativa domiciliare e per il sostegno scolastico ed extrascolastico ad allievi disabili. A scaldare gli animi sono state delle presunte "irregolarità", così le ha definite qualche consigliere, dei concorsi in questione. La dirigenti Teti prova però a smarcarsi e a scaricare la colpa. "Bisogna attenersi alle linee guida del Ministero", spiega, provando anche a districarsi tra termini al singolare o al plurale per riuscire a calmare le polemiche.
Cosa non torna nei bandi. Sono in particolare tre i passaggi dei bandi che fanno storcere il naso: la scelta di affidarsi a un’agenzia interinale nonostante ci siano, già in graduatoria, i vincitori di diversi concorsi; la possibilità di valutare l’esperienza maturata solo nell’ambito del distretto socio-assistenziale, escludendo quindi chi ha già prestato servizio in altri distretti; e infine l'ipotesi di mettere due o più figure, tra coloro che saranno assunti, a fare lavoro di ufficio.
Maggioranza e opposizione dalla stessa parte. La peculiarità della discussione è stata che a contrapporsi non erano maggioranza e opposizione, questa volta dalla stessa parte, ma consiglieri comunali e Amministrazione. Sotto accusa sono finiti infatti l'assessore alle Politiche sociali Franca Falduto e la dirigente Adriana Teti. “Poiché è possibile con avvisi a tempo determinato trovare idonei vincitori di concorso, non sarebbe stato preferibile utilizzare questa strada?” ha affermato Katia Franzè di FI, appoggiata anche da Lorenza Scrugli (Vibo da Vivere), Antonio Curello (FdI), Loredana Pilegi (Vibo prima di tutto) e dal consigliere di opposizione Laura Pugliese (Vibo Unica). Ma al centro della discussione anche la mancanza di confronto preventivo con il Consiglio comunale e la possibilità che gli operatori sociali, chiamati a stare a contatto con i ragazzi disabili, finiscano dietro una scrivania.
Evitare che saltino le procedure. L’assessore Franca Falduto ha invitato ad agire con prudenza e a riflettere quando si chiede di annullare bandi, per evitare che saltino quelle procedure "che danno grande sollievo a chi soffre”. La dirigente del Comune, Adriana Teti, ha invece risposto affermando di non avere responsabilità, in quanto "bisogna attenersi alle linee guida del Ministero”. Mentre sull'impossibilità di selezionare persone anche da altri distretti ha replicato: “Non si intendeva questo distretto ma il distretto in generale, dunque tutti i distretti”. Un tentativo di giocare con termini al singolare o al plurale che, però, non è servito a placare gli animi. (a.s.)
