Vibo, "l'assessore" ombra senza arte nè parte che ammalia solo il sindaco
Qualcuno si chiede come mai siano passati invano alcuni mesi dalle dimissioni dell’assessore Francica con il sindaco Maria Limardo che non ha più provveduto alla sua sostituzione preferendo operare con una giunta monca in un periodo oltretutto di particolare emergenza con situazioni di criticità che stanno esasperando i cittadini: il colabrodo delle strade, la crisi idrica che si protrae oltre ogni limite, il divieto di balneazione a Vibo Marina.
Qualcuno si chiede come mai nessun soggetto politico della maggioranza si sia posto il problema di completare l’organico comunale lasciando la giunta monca tra il più indifferente dei silenzi. A chiederselo sono i cittadini, ma non gli addetti ai lavori, il tutto nella totale indifferenza di un’opposizione inesistente quanto silente. Ma il punto è proprio questo: gli addetti ai lavori questo problema non se lo pongono. Ed il motivo è uno solo: l’assessore è stato in realtà sostituito, almeno da due mesi, o forse più. Non si dice, ma si sa: opera attivamente. Non viene ufficializzato perché non è politicamente opportuno rendere noto il nome di una persona conosciuta in città per essersi sempre (in piena ed ammirabile trasparenza) schierata su una linea politica ed ideologica ben lontana da quella che regge, sia pure precariamente, l’amministrazione Limardo.
Non viene ufficializzato il nome e nemmeno vengono ufficializzate le deleghe perché in realtà si tratta di una sorta di “super assessore” con autorizzazione a spaziare così come il sindaco (palesemente ammirato dalle capacità manageriali di tale personaggio) concede cultura, spettacoli, sport, grandi eventi, non disdegnando gradevoli incursioni nel sociale; solo la questione delle buche non viene per il momento consegnata alle sue qualità dirigistiche. Il tutto con l’avallo della dirigenza comunale, con la quale condivide trascorsi politico-ideologici comuni.
Che sia lei (quando si dice lei si intende pronome da affiancare alla parola “persona”) il deus ex machina delle più recenti performance comunicative dell’amministrazione comunale è confermato dal fatto che molti assessori vengono a sapere delle iniziative avviate solo dopo che le decisioni sono state prese dalla nuova governance comunale.
Assessore ombra, qualcuno vorrebbe definirla, perché l’ombra della sua persona si staglia all’interno delle mura municipali sin dalla prime ore del giorno: efficientemente presente ancor prima di dipendenti ed amministratori, purché ci sia il sindaco, verso la quale è ben disposta a fare anche da “portaborse”, se necessario. Assessore ombra… una simile definizione potrebbe apparire ambigua, mentre in realtà ormai tutto è chiaro lungo i corridoi di Palazzo Luigi Razza.
