9 ottobre 2018-9 ottobre 2020. Il tempo scorre inesorabile portandosi via vite ed affetti, aumentando dubbi e presagi, ma, nel contempo, anche speranze di poter aver notizie di fronte ad una realtà amara ed ineluttabile. Francesco Vangeli, giovane di Scaliti di Filandari nel Vibonese, non c'è più. Ammazzato, con il suo corpo portato via e gettato nel fiume Mesima.

Sono trascorsi due anni da quel momento così doloroso ed inspiegabile, c'è tutt'ora un processo in corso che dovrà dirimere come sono andate realmente le cose, c'è incertezza riguardo ai resti trovati in quel di San Ferdinando alla foce del fiume.

Ma di fronte a questo quadro così ancora oscuro, è viva la luce negli occhi di mamma Elsa e della sua famiglia, è accesa la speranza di poter un giorno capire come sono realmente andate le cose.

La piccola comunità di Scaliti lo ha voluto ricordare con una messa in suo ricordo ed accanto ad Elsa Vangeli sono arrivate le persone di sempre, coloro che in questi due anni hanno sempre manifestato vicinanza alla famiglia del povero Francesco. C'era, tra gli altri, Libera con Giuseppe Borrello, referente provinciale, c'era don Fiorillo, c'erano Martino Ceravolo ed i genitori di Francesco Prestia Lamberti, l'adolescente ammazzato a Mileto il 29 maggio 2017. Cera il sindaco Concettina Rita Maria Fuduli. Presente anche Gian Maria Lebrino, segretario provinciale e membro della direzione nazionale del Psi.

C'erano tanti giovani nella chiesa di Maria SS del Potere per unirsi in questo triste momento, un momento particolare di cordoglio, ma anche di speranza e fiducia.

"Non so definire e né spiegare il dolore che sento. Oggi per la prima volta - ha affermato Elsa Vangeli - sono andata a vedere dove l'hanno buttato, dove hanno bruciato la macchina e ho provato una sensazione che non auguro a nessuno. Un posto sperduto, una cosa secondo me fatta a tavolino, fatta bene come si deve perchè è impossibile arrivare in quei posti. Sono molto delusa ed amareggiata perchè oltre a pensare al dolore che ha potuto passare Francesco quando l'hanno sparato e sapere che l'hanno messo in un sacco e buttato in un posto orribile...Purtroppo non ho novità dalle indagini, la mia speranza è che sia Francesco, se non è lui non lo troverò mai. Sono passati tre mesi dal ritrovamento, ma non so ancora nulla. Credo nella giustizia e l'unica cosa che dico tra me e me è che mi devo affidare alla giustizia e che qualcosa venga fuori, qualcosa mi devono dire. La comunità c'è - sottolinea - e ho avuto tantissimi messaggi ed in questi due anni non mi hanno lasciato sola e questo è importante perchè ci sono giorni che sei proprio a terra. Al procuratore di Palmi chiedo che ci faccia sapere qualcosa, di ricevermi in qualche modo, anche se ad oggi non ho avuto risposta"