Non soltanto dal sindaco della città ma anche dai capigruppo e dagli esponenti di opposizione sonoa arrivate parole di incoraggiamento alla magistratura nel corso del Consiglio comunale tenutosi ieri a Palazzo "Luigi Razza". Parole chiare e senza sconti per nessuno quelle di Stefano Luciano, portabandiera del Partito democratico: "Il principio della legalità - ha esordito - vale per tutti anche per coloro con i quali si è condiviso un percorso. Se violazione delle regole c'è stata ci devono essere le necessarie misure. Misure che il Pd ha già assunto nei riguardi del consigliere coinvolto con la sospensione in conformità al codice etico”. Nella fattispecie, Alfredo Lo Bianco, esponente di primo piano di Vibo Unica prima che dopo le elezioni aveva aderito ai dem. Detto questo, “la magistratura – ha proseguito Luciano – non fa altro che colmare un vuoto lasciato dalla politica". Sulla stessa lunghezza d'onda Stefano Soriano: "Serve un percorso -ha sottolineato - che ridia ordine a questa città”.

E di una vicenda “sconvolgente” ha parlato Loredana Pilegi (Vibo Prima di Tutto), mentre Giuseppe Policaro ha puntato la propria attenzione, “sulla necessità di tenere le scarpe pulite per il politico pur costretto a camminare nel fango. Durissimo Domenico Santoro (M5S): "Professionisti e colletti bianchi devono emarginare chi agisce contro la legge – ha tuonato – E questa inchiesta ha dimostrato che la città è senza meritocrazia. Si vive solo di raccomandazioni". E Nico Console ha concluso: "La politica ha gravi colpe su questo territorio. Se serviva la raccomandazione per una visita significa che per vie legali passavano anni prima di ottenerla".