La Procura lametina ha presentato ricorso nei riguardi della sentenza di assoluzione, in primo grado, per “non aver commesso il fatto” di tutti gli imputati del processo nato dall’evento omicidiario che ha avuto come vittima l’avvocato lametino Torquato Ciriaco. Si ritornerà in aula dopo la sentenza di assoluzione il 20 settembre. Tommaso Anello,  Vincenzino e Giuseppe Fruci e Francesco Michienzi, collaboratore di giustizia, autoaccusatosi di aver preso parte  all'omicidio del legale lametino e grazie al quale  il caso era stato riaperto, erano stati assolti dal gup del Tribunale di Catanzaro, che aveva stabilito la non colpevolezza. L'accusa sosteneva che Ciriaco fu ucciso perché voleva acquistare un'azienda edile che la cosca Anello  aveva individuato come papabile acquisto di un imprenditore sottoposto ad estorsione L’avvicato  fu ucciso nel 2002 nei pressi dello svincolo dei "Due Mari" in un agguato. Nel 2014, la Dda di Catanzaro chiuse le indagini per i tre imputati, dopo aver ascoltato le dichiarazioni giunte dal collaboratore. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna all'ergastolo dei tre, mentre, per  Michienzi, la condanna a dieci anni. (f.t)