Gratteri: "Le amministrazioni pubbliche piene di figli di 'ndranghetisti"
Il procuratore di Catanzaro ha rappresentato i mali di Calabria, che possono essere combattuti con la cultura e l'istruzione
La Calabria: una terra libera dai condizionamenti. Un sogno, un'utopia, per un contesto nel quale la criminalità organizzata risulta essere altamente «pervasiva». Al punto da rendersi necessario un intervento culturale, morale. La situazione l'ha descritta in modo chiaro il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, il quale - secondo quanto riporta il Quotidiano del Sud di questa mattina -, nel corso di un incontro con gli studenti di una scuola di Fabrizia nell'ambito di un progetto di legalità, ha rappresentato i mali di Calabria.
Mafie nelle pubbliche amministrazioni. "Oggi le amministrazioni pubbliche - ha detto - sono piene di figli di 'ndranghetisti, e il problema della Calabria sono quei comitati di pietra che da anni sono nei punti nevralgici della pubblica amministrazionei che continuano a gestire la cosa pubblica in modo mafioso". Pervasità, appunto, della criminalità, ma pure cultura e istruzione.
L'istruzione come "antidoto" all'illegalità. "E' necessario investire su cultura e istruzione - ha proseguito -, anche se i risultati si otterrano tra 15 anni. Sono fortemente convinto che si possono abbattere le mafie dell'80 per cento cambiando il codice penale, di procedura penale e l'ordinamento giudiziario senza che vengano meno le garanzie degli imputati e nel rispetto della Costituzione".
