Non è sul tavolo al momento l'ipotesi di un lockdown generalizzato. È quanto affermano all'Ansa diverse fonti di governo. Il Cts, che nella giornata di ieri si è pronunciato su nuove strette in particolare nei weekend, non avrebbe chiesto un lockdown nazionale, anche considerato che in questo momento sul territorio la situazione varia tra le diverse regioni.

Le valutazioni del governo nei prossimi giorni dovrebbero dunque concentrarsi sulle ipotesi messe sul tavolo dagli esperti. Nello specifico già a partire dal prossimo weekend ci potrebbe essere una stretta per frenare la diffusione del virus sospinta dalle varianti: zone rosse più rigide, modello Codogno, movimenti limitati anche in zona gialla, chiusure nei fine settimana, come avvenuto durante le vacanze di Natale. E, allo stesso tempo, estensione della campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi.

Come era da attendersi, dunque, il Comitato è attestato sulla linea dura, considerata la curva in rialzo dei contagi e gli ospedali in sofferenza con le terapie intensive al di sopra della soglia critica in tante regioni. Ribadita anche la necessità di introdurre il criterio dell'incidenza settimanale: con 250 casi ogni 100mila abitanti si va automaticamente in zona rossa.

Sarà la cabina di regia del Governo ora a riunirsi per valutare le misure da mettere in campo e portare all'attenzione delle Regioni per una condivisione. All'interno della maggioranza ci sono posizioni articolate tra "aperturisti" e "rigoristi" e il premier Mario Draghi ieri ha invitato a "non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Questo non e' il momento di dividerci".