Il Museo archeologico e numismatico della Provincia di Catanzaro ha raggiunto una collezione numismatica che conta l’importante numero di 8 mila monete

Una collezione numismatica che ha raggiunto l’importante numero di 8 mila monete. Uno prezioso scrigno di storia e cultura custodito nel cuore del capoluogo di Regione accuratamente riallestito con l’intento di trasmetterne il valore ai catanzaresi e ai tanti visitatori che la struttura merita di accogliere. Martedì 13 dicembre riapre i battenti, dopo la ridefinizione funzionale degli spazi, la manutenzione delle finiture e il nuovo allestimento museografico, impiantistico e multimediale, il Museo Archeologico e Numismatico della Provincia di Catanzaro. Gli interventi che hanno interessato il Museo archeologico, che si relazione alla rete museale provinciale costituita nei mesi scorsi, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sala Giunta nella sede di Palazzo di Vetro alla quale hanno partecipato il presidente dell’Ente intermedio, Enzo Bruno; il dirigente del Settore cultura dell’Amministrazione provinciale, Rosetta Alberto; il dirigente del Settore Patrimonio, Pantaleone Narciso; l’archeologo Alessandro Russo, che si è occupato dell’allestimento assieme all’architetto Rocco Cina; Alfredo Ruga della Soprintendenza della Calabria; Salvatore Bullotta, in rappresentanza del vice presidente della Regione, Antonio Viscomi; i consiglieri provinciali Marziale Battaglia, Marco Polimeni, Aquila Villella e Giacomo Muraca.

Gli interventi, realizzati sono stati effettuati con i finanziamenti del POR FERS Calabria 2007-2013 Linea d’intervento 5.2.11 per un ammontare di 400 mila euro. Il museo sarà affidato alla professionalità della 4Culture srls. L’edificio interessato dai lavori, affidati all’impresa Ruberto Costruzioni srl, è un palazzo della superficie di 300 metri quadrati circa la cui costruzione risale presumibilmente all’800. Di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, ospita il Museo archeologico dal 1897, è stato oggetto di una importante ristrutturazione all’inizio degli anni 2000 (l’allestimento del 2001 è stato a cura di Roberto Spadea con la collaborazione di Corrado Iannino). La collezione nasce già nel 1872, e rappresenta la più antica istituzione museale calabrese. La dotazione è composta da monete e reperti archeologici derivanti da ricerche volute tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento dalla Commissione Conservatrice per le Antichità e gli Oggetti d’Arte, e da acquisizioni e donazioni private.

“La riapertura del Museo Archeologico e Numismatico rappresenta un traguardo importante per la nostra provincia – ha esordito il presidente della Provincia, Enzo Bruno - un ulteriore passo in avanti verso il concreto avvio della rete museale provinciale, costituita nei mesi scorsi proprio con l’intento di potenziale le strutture museali esistenti in una sinergia virtuosa capace di produrre ricadute culturali ed economiche positive per tutta la regione. L’intento, infatti, è proprio quello di accrescere la platea dei potenziali visitatori per rendere il nostro territorio, che può contare su bellezze naturalistiche straordinarie, ancora più attrattivo e puntare su un turismo di qualità destagionalizzato.

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