Unioni civili, Giustizia sociale si schiera con il sindaco del Vibonese: "Testo perverso"
Le dichiarazioni hanno fatto discutere e molto. Perché il tema delle unioni civili, che vede riconosciuti alle coppie omosessuali gli stessi diritti garantiti agli etero, divide. Divide ancora di più la celebrazione delle nozze gay, in merito alla quale il sindaco di Acquaro, nel Vibonese, Giuseppe Barilaro, ha recentemente espresso la sua volontà di astenersi dalla celebrazione del rito civile. Il Movimento giustizia sociale si schiera apertamente a difesa della posizione del primo cittadino, per una serie di motivazione che esulano il mero giudizio politico sull'approvazione della legge in questione. In buona sostanza, "il testo delle sedicenti «Unioni civili» è intrinsecamente - secondo il Movimento - perverso e pervertitore, in violazione di numerose leggi di Dio, della Chiesa e della natura. Non può essere in alcun modo accettato e non va osservato".
Legge e bene umano. Le leggi in contrasto con il bene umano, "sono leggi che non obbligano in coscienza: a meno che non si tratti di evitare scandali o turbamenti; nel qual caso l’uomo è tenuto a cedere il proprio diritto, secondo l’ammonimento evangelico. Infatti le leggi ingiuste o inique - secondo il Movimento - sono da considerare delle violenze perché come sosteneva Sant’Agostino «non sembra possa esser legge quella che non è giusta». Le leggi umane possono essere ingiuste anche perché contrarie al bene divino come le leggi dei tiranni che portano all’idolatria, o a qualsiasi altra cosa contraria alla legge divina. E tali leggi in nessun modo si possono osservare. Inoltre, per la legge che impone ai sudditi un onere ingiusto l’uomo non è tenuto a ubbidire alla legge, se, come abbiamo notato, può disubbidire senza scandalo e senza un danno più grave. Se la legge umana ingiusta è contraria alla legge divina, non solo non siamo legati ad essa, ma non possiamo nemmeno osservarla, solo la legge umana giusta obbliga dinanzi a Dio. Ogni legge che, nella materia, violi la legge naturale o la legge divina, avendo sconfinato nell’oggetto, non vincola e non va osservata".
