Elezioni a Vibo, il Pd tenta di dialogare con il centrosinistra ma non mancano le spaccature
Metodi, alleanze, strategie e soprattutto faide tra correnti. Un Pd ridotto al lumicino, si appresta ad affrontare le amministrative, dopo le odierne, primarie, ancora una volta in affanno. I censoriani sembrano aver scelto Stefano Luciano, l'ex presidente del Consiglio che è già per conto proprio in campagna elettorale ma attende di conoscere le mosse della segreteria di via Argentaria. Michelangelo Mirabello, pur in stretto politichese, ha ribadito nei giorni scorsi la necessità di allargare la coalizione a movimenti civico-democratici. Ergo, a Stefano Luciano. C'è invece tutta un'area del partito, che va da Pino Ceravolo (alla guida della commissione elettorale) al presidente Enzo Romeo, che sembra voler mettere dei paletti a una tale eventualità.
Insomma, almeno due forse tre linee dentro il Pd vibonese. A ribadire la conferma di percorsi ancora...distanti due prese di posizione delle ultime ore. Prima é stato Marco Miceli (area Censore) a richiamare la necessità “di puntare ad una colazione più ampia possibile di forze progressiste, moderate e riformiste superando le ostilità e l'ostruzionismo di chi pur non esprimendo un gran consenso e rappresentando a stento se stesso, ha il perverso e spregevole desiderio di far permanere in città la situazione attuale opponendosi ad ogni tentativo di proposte alternative sane e credibili”.
Parole che hanno preceduto di poco la posizione che sembrerebbe unitaria, espressa nel corso di una partecipata assemblea dem nella sede di via Argentaria a cui hanno preso parte i componenti della commissione elettorale coordinata da Pino Ceravolo e gli eletti del territorio, Antonio Viscomi e Michelangelo Mirabello, oltre che il presidente del partito Enzo Romeo ed il segretario provinciale Enzo Insardà. Con loro anche i rappresentanti de I Progressisti per Vibo (gruppo Lo Schiavo) e di Sinistra Italiana con Gernando Marasco. La prospettiva venuta fuori è stata quella di un centrosinistra unito intorno ai valori di “accoglienza, solidarietà e multiculturalità” che significa, fuori dal politichese, porte chiuse ai Sovranisti, ma anche “ rottura ed in discontinuità forte con il centrodestra che ha amministrato la città riducendola all'ultimo posto in Italia per qualità della vita. Se qualcuno ha agito in direzione diversa – è stato puntualizzato – lo ha fatto a titolo personale”.
