E' finito con la prescrizione dei reati il processo con rito ordinario scaturito dall'operazione denominata "Caorsa". Si tratta di una vecchia inchiesta culminata in un blitz della Squadra Mobile datato ottobre del 2008 che aveva fatto luce su un giro di usura nei confronti di un imprenditore catanzarese, Domenico Antonio Strano.

Il Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, ha dato seguito alla richiesta formulata dal pm nello scorso mese di maggio, dichiarando il non doversi procedere per intervenuta prescrizione dei reati contestati ai nove imputati. Si tratta di Roberto Cuturello, di 49 anni di Limbadi, Mariano Fiamingo 45 anni di Zungri, Antonio La Rosa (54) di Tropea, Vittorio Gentile (41) di Catanzaro, Domenico Mancuso (37) di Limbadi, Gaetano Muscia (51) di Tropea, Francesco Trapasso (48) di Gimigliano, Giuseppe Zaccaro (37) di Tropea e Giuseppe Zinnà (53) di San Calogero.

Il processo traeva origine dall'operazione antimafia condotta nell'ottobre del 2008 dalla Squadra mobile di Vibo Valentia e coordinata dalla Dda di Catanzaro, che aveva visto successivamente cadere l'aggravante mafiosa nei confronti dei soggetti coinvolti con il dibattimento che è stato quindi trasferito a Vibo Valentia dove, dopo il trasferimento del giudice Giancarlo Bianchi, presidente del Tribunale collegiale, è iniziata una serie di rinvii che hanno dilatato i tempi dell'istruttoria arrivando alla prescrizione dei reati a carico degli imputati.