Vibo, Luciano opta per l'appoggio esterno a Costa e denuncia: "Amministrazione a trazione FI
La replica del sindaco: "Nessun partito politico, tantomeno Forza Italia ha mai esercitato tentativi di prevaricazione o di egemonia"
Il presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano si dimette dal proprio incarico e ritorna tra i banchi dell'assise di palazzo Luigi Razza, ma garantisce l'appoggio esterno all'Amministrazione. Il sindaco non ha bisogno a quel punto di altri soccorsi e il gruppo Pasqua si accomoda per la prima volta compatto tra le fila dell'opposizione, astenendosi dal voto sul bilancio di previsione. Un provvedimento che il leader di Vibo Unica decide di votare – dopo aver collaborato alla sua realizzazione sarebbe stato difficile optare per altre vie – ma al termine di un rosario di critiche all'azione politica e amministrativa del sindaco e dell'esecutivo.
"Molte delle sensibilità che hanno conroso all'elezione del sindaco - ha detto – era di area progressista: il sottoscritto, Gaetano Bruni, Alfonso Grillo che con AP sosteneva il governo Renzi, Pietro Giamborino. FI aveva un candidato a sindaco diverso e bussò alla porta di Costa solo in un secondo momento quando si rese conto della validità del progetto civico, abbandonando il proprio simbolo e lasciando a casa i candidati che avevano avuto a che fare con l'amministrazione D'Agostino". Ma dal momento dell'elezione del primo cittadino in poi si sarebbero verificate alcune anomalie: "La scomparsa di sensibilità politiche che avevano collaborato al progetto. Ed alcuni chiari messaggi delle forze conservatrici, FI appunto, per prendere l'egemonia dell'amministrazione". Addirittura, "un assessore in quota al sindaco fu chiaro a tutti che rispondesse a FI". Evidente il riferimento a Silvia Riga. Fino alle elezioni politiche quando Costa "ha ceduto al ricatto – ha affondato Luciano - firmando un documento di carattere politico che riguardava Forza Italia".
Affermazioni pesanti dinanzi alle quali il capo dell'Amministrazione non è rimasto a guardare. E ha ribattuto: "Non ho intenzione di cedere a nessuno, rispetto al mio progetto. Costa ha solo un programma e nessun partito alle spalle. Non sono stato io a sostenere Giuseppe Mangialavori, ma la mia lista ha firmato quel documento". E ancora: "Non c'è la possibilità che i partiti politici esercitino pressioni o tentativi di egemonia o prevaricazioni sull'Amministrazione. E non è mai accaduto che FI lo abbia fatto". Quindi sul futuro ha puntualizzato: "Non avrei alcun interesse a continuare senza il supporto dei miei consiglieri. Non cederò – ha ripetuto Costa – a ricatti per assessorati da parte di nessuno"
