L'inchiesta che ha fatto tremare i vertici della 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro compie il passo formale decisivo verso il processo. La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 39 soggetti, ritenuti a vario titolo organici o contigui alla storica e potente cosca dei Piromalli. L'atto, firmato anche dal procuratore aggiunto Stefano Musolino, concede ora venti giorni di tempo alle difese per visionare i fascicoli, presentare memorie o richiedere l'interrogatorio prima che la Procura formuli le richieste di rinvio a giudizio.

L’inchiesta, denominata in codice “Res Tauro” ed esplosa a settembre 2025 con l'esecuzione di 26 misure cautelari (22 in carcere e 4 ai domiciliari), ha fotografato le dinamiche criminali nel territorio gioiese a partire dal 2020. Un lavoro mastodontico condotto sul campo dai militari del Ros dei Carabinieri, supportato da oltre 260 decreti di intercettazione e dal monitoraggio costante di 17 telecamere nascoste.

Al centro della ragnatela investigativa si staglia la figura del boss ottantenne Giuseppe Piromalli, detto “Facciazza”. Secondo gli inquirenti, dal 10 maggio 2021 – giorno del suo scarcerazione dopo aver scontato ben 22 anni in regime di 41 bis – l'anziano capoclan si sarebbe immediatamente rimesso alla guida della cosca per riaffermare l'egemonia territoriale e ridisegnare gli organigrammi interni. Una vera e propria «rivitalizzazione» del clan, gestita da Piromalli insieme ai fratelli ultranovantenni e ottantenni, malgrado i dissapori e le frizioni emersi durante la sua assenza riguardo alla gestione delle casse comuni.

I reati contestati a vario titolo nell'avviso di chiusura indagini spaziano dall'associazione per delinquere di stampo mafioso all'estorsione (32 quelle accertate ai danni di imprese locali per un valore di circa 200mila euro), passando per il riciclaggio, l'autoriciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori, la detenzione di armi da guerra (tra cui kalashnikov e pistole) e l'inquinamento sistematico delle aste giudiziarie per riacquistare beni confiscati. Nel corso dell'operazione, la Procura ha già blindato patrimoni e conti correnti con sequestri preventivi per un valore complessivo superiore ai 7 milioni di euro.

I NOMI – Tutti i 39 indagati

Di seguito l'elenco completo dei soggetti destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Dda di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Res Tauro":

  • Piromalli Giuseppe, classe 1945, alias “Facciazza” (ritenuto il capo carismatico)
  • Piromalli Gioacchino, classe 1934 (vertice strategico della cosca)
  • Piromalli Antonio, classe 1939 (vertice strategico della cosca)
  • Piromalli Gioacchino, classe 1969, alias “l’Avvocato”
  • Piromalli Antonio, classe 1972 (figlio di Giuseppe Piromalli)
  • Piromalli Girolamo, classe 1980, alias “Mommino”
  • Zito Antonio, classe 1951 (considerato il braccio destro del capo clan)
  • Mazzaferro Rosario, alias “Rosuni”
  • Messineo Aurelio
  • Delfino Rocco
  • Alvaro Domenico
  • Becleri Bledar
  • Campagna Giuseppe
  • Copelli Francesco
  • Cordì Salvatore
  • Cunsolo Vincenzo
  • Femia Pasquale
  • Foriglio Rocco
  • Gaudio Giovanni
  • Gentile Giuseppe
  • Guerrucci Alessandro
  • Iannì Domenico
  • La Rosa Francesco
  • Madafferi Carmine
  • Modaffari Nicola
  • Molè Rocco
  • Oliveri Girolamo
  • Palaia Rocco
  • Rao Giuseppe
  • Raso Antonio
  • Romagnosi Rocco
  • Ruggiero Vincenzo
  • Sciglitano Giovanni
  • Sgrò Giuseppe
  • Stillitano Domenico
  • Trunfio Carmelo
  • Valenzise Salvatore
  • Ventre Vincenzo
  • Zungri Pasquale