Netta scelta di campo della Diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera. Monsignor Attilio Nostro ha firmato un nuovo decreto per il quale tutte le Confraternite dovranno fornire l’elenco completo degli iscritti con tanto di nome, cognome, luogo di nascita e residenza. Una decisione che arriva dopo le inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e il reportage delle Iene sulle ingerenze della ‘ndrangheta nei riti religiosi.

Nella provincia di Vibo Valentia sono oltre duecento le Confraternite con migliaia di iscritti. “Questo provvedimento – spiega monsignor Attilio Nostro ad "Avvenire", il quotidiano dei vescovi italiani – mi permetterà di fare una verifica e un controllo di queste importanti realtà. Con l’evidente rispetto della privacy di tutti. Non ha un intento punitivo ma collaborativo, infatti ricordo che questo decreto non esime i priori delle Confraternite dal loro dovere di vigilanza ma lo integra”. L’iniziativa del vescovo si inserisce nelle regole contenute nelle linee guida “No ad ogni forma di mafie!”, approvate nel 2021 dalla Conferenza episcopale calabra e invita le Confraternite a smarcarsi da ogni sudditanza a forze e pressioni che nulla hanno di religioso e di sacro. Pieno sostegno all'iniziativa del vescovo da parte del questore Cristiano Tatarelli tesa ad evitare che tra portatori delle statue dei santi vi siano presenze inopportune. “C’è una sinergia tra forze dell’ordine, prefettura e vescovo per evitare che simboli religiosi e dei fedeli diventino simboli mafiosi –sottolinea il questore –. Per questo sosteniamo l’iniziativa del vescovo. Noi comunque da due anni blocchiamo ogni tentativo e ci stiamo riuscendo. Gli stiamo addosso”.