È quanto emerge dalla Nota scientifica “L’economia dei rifiuti nei comuni italiani” realizzata dall’Istituto Demoskopika

Venezia, Napoli e Bari in cima agli “esborsi” per nucleo familiare. A Roma la spesa supera la soglia di 1,5 miliardi di euro. Per garantire l’erogazione direttamente ai cittadini, inoltre, il gettito derivante dalla tassa sui rifiuti (TARI-TARES), quale pagamento del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti ha raggiunto, nello stesso periodo, la soglia dei 20 miliardi di euro, pari a 760 per nucleo familiare.

A livello regionale, i cittadini più “vessati” risultano residenti in Toscana, Liguria e Umbria. È quanto emerge dalla Nota scientifica “L’economia dei rifiuti nei comuni italiani” realizzata dall’Istituto Demoskopika.

Per onorare i contratti di servizio per lo smaltimento dei rifiuti, gli enti comunali italiani hanno drenato dalla casse comunali ben 21.170 milioni di euro dal 2014 ad oggi, con un incremento dello 0,8% nel 2015 rispetto ai dodici mesi precedenti. I pagamenti più rilevanti, in valore assoluto, sono stati effettuati dalle amministrazioni comunali in Lombardia con 2.742 milioni di euro, nel Lazio con 2.653 milioni di euro, in Campania con 2.461 milioni di euro i cui “esborsi” rappresentano poco meno del 40% del castelletto complessivo delle spese in Italia. A seguire i comuni in Toscana (1.768 milioni di euro), Emilia Romagna (1.723 milioni di euro), Sicilia (1.679 milioni di euro), Puglia (1.581 milioni di euro), Piemonte (1.549 milioni di euro), Veneto (1.132 milioni di euro). A di sotto del miliardo di euro di pagamenti, i governi locali in Liguria (807 milioni di euro), Sardegna (632 milioni di euro), Marche (514 milioni di euro), Abruzzo (473 milioni di euro), Calabria (459 milioni di euro), Umbria (345 milioni di euro) e Friuli Venezia Giulia (332 milioni di euro). Meno significativi, si fa per dire, i pagamenti effettuati dai comuni in Basilicata (172 milioni di euro), Trentino Alto Adige (69 milioni di euro), Molise (58 milioni di euro), e, infine, Valle d’Aosta (19 milioni di euro).

A posizionarsi al di sotto della soglia media italiana dei 760 euro per ciascun nucleo familiare, il Lazio con 738 euro pro-capite e con un castelletto di incassi pari a 1.942 milioni di euro, la Valle d’Aosta con 714 euro pro-capite (44 milioni di euro), la Lombardia con 628 euro pro-capite (2.776 milioni di euro), la Calabria con 590 euro (473 milioni di euro). E, ancora, i comuni del Friuli Venezia Giulia che hanno incassato dalla tassa sui rifiuti circa 586 euro per ciascun nucleo familiare pari a 328 milioni di euro, il Molise con 575 euro pro-capite (76 milioni di euro), il Veneto con 531 euro pro-capite (1.094 milioni di euro) e, infine, il Trentino Alto Adige con un prelievo di appena 111 euro (50 milioni di euro).