La Procura di Locri ha chiuso le indagini preliminari relative all’indagine “Sua Sanità”, scattata nel maggio scorso. Pesanti le accuse: a vario titolo e con modalità differenti, sono contestati diversi reati come la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, la falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici ed altro, commessi a Locri e in altri comuni della provincia di Reggio tra il 2021 ed il 2022.

11 gli indagati: Filippo Lascala, Antonio Bombara, Raffaele Antonio Argirò, Santo Gratteri, Paola Larone, Marco Zucco, Guido Zavettieri, Patrizia Panetta, Francesco Surace, Maria Erminia Pascale, Antonio Sotira.

L’inchiesta - scrive questa mattina Gazzetta del Sud - era scaturita da una complessa indagine che si è sviluppata a seguito di un approfondimento investigativo eseguito dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Locri nei confronti di medici, avvocati, tecnici di laboratorio e altri pubblici ufficiali che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip territoriale di ben 90 indagati. Le indagini avrebbero consentito di svelare l’esistenza di un articolato sistema volto al rilascio di falsi certificati medici finalizzati, tra l’altro, a giustificare la mancata partecipazione ad udienze da parte di imputati di gravi reati, ad accedere a benefici assistenziali non dovuti o ad ottenere rimborsi assicurativi non spettanti, inabilità temporanee al servizio ovvero indebiti trasferimenti per motivi di studio e lavoro.