Tre anni di reclusione e 2mila euro di multa. E’ questa la pena inflitta dal gup del Tribunale di Catanzaro Barbara Saccà per Giuseppe Timpano, 36 di Catanzaro, accusato di rapina e lesioni personali in concorso con il brasiliano Valdir Scalzi, 38 anni, nei confronti del quale è in corso il processo davanti ai giudici del Tribunale collegiale. Il giudice ha riconosciuto all’imputato, giudicato con rito abbreviato, difeso dal legale Valerio Murgano, le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti, una condanna di gran lunga inferiore rispetto alla richiesta a 8 anni e 2 mesi di reclusione formulata in aula dal pm Irene Crea, al termine della requisitoria. I fatti risalgono al 12 ottobre 2019, quando la vittima R. S. viene adescata da Scalzo all’interno di un noto bar di Catanzaro Lido e con il pretesto di un passaggio verso la zona di Santa Maria, quartiere a sud della città, lo conduce in un luogo isolato  nei pressi di viale Magna Grecia.

Pestato a sangue. Ed è in questo posto che il brasiliano inizia a sferrare calci e pugni alla vittima, mentre Timpano lo colpisce con il casco sul viso e su tutto il corpo, provocandogli la rottura del setto nasale e una serie di fratture.  Poi i due gli prendono il portafogli, inclusi i documenti di riconoscimento, il denaro contante, la tessera sanitaria e le carte di credito, facendo perdere le loro tracce. Sono stati gli uomini della Squadra volante a notare la vittima all’interno di un’auto con una serie di ferite sanguinanti e a soccorrerla, chiamando il 118. L’uomo, prima di essere portato in ospedale, ha avuto il tempo di riferire agli agenti di essere stato aggredito da due uomini, che gli avevano sottratto il portafogli e due telefoni cellulari, fornendo la descrizione dei due rapinatori, un identikit, che ha consentito alla Polizia di dare un nome e un volto ai suoi aggressori. Timpano è stato rintracciato e fermato a bordo del motorino nel quartiere Sant’Elia, con i vestiti e il casco sporchi di sangue, mentre le ricerche di Valdir Scalzi, sono durate un po' più a lungo. Gli agenti lo hanno cercato per tutta la notte, passando a setaccio la città, senza escludere le ricerche in vagoni abbandonati delle Ferrovie della Calabria o in un casolare, trattandosi di una persona senza fissa dimora. Alla fine gli uomini della Polizia lo hanno beccato su  Corso Mazzini, con addosso la tessera sanitaria, il bancomat e la carta di credito riconducibili alla vittima. Per entrambi, all’epoca dei fatti, sono scattate le manette ai polsi e la traduzione nel carcere di Siano, mentre la vittima è stata trasportata in ospedale e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.  (g. p.)