Otto mesi e 1500 euro di multa. Questa la condanna inflitta dal gup Giulio De Gregorio nei confronti di Francesco Morano, 21 anni, figlio del presidente della Sezione penale del Tribunale di Vibo, Lucia Monaco, coinvolto nel processo scaturito dall'operazione "Giovani in erba" condotta dalla Squadra Mobile di Vibo su un giro di spaccio di droga tra gli studenti della scuole superiori di Vibo. Nei confronti del giovane il pm della Procura di Vibo Benedetta Callea aveva chiesto due anni e otto mesi di reclusione.




Le altre condanne. Insieme a Morano sono stati condannati altri quattro giovani che hanno scelto di essere giudicati con in abbreviato usufruendo quindi di uno scontro di un terzo della pena così come prevede il rito alternativo. Si tratta di Antonio Zuliani, 26 anni di Picopio, per il quale il gup ha inflitto 7 mesi e 10 giorni più mille euro di multa; Michele Zuliani, 20 anni, anche lui di Piscopio, 5 mesi e 10 giorni; Giovanni Zuliani, 22 anni di Piscopio 4 mesi e 20 giorni; Nicola Doria, 31 anni, di Piscopio, 4 mesi di reclusione. Il giudice ha disposto la sospensione della pena e ordinato che non venga fatta menzione nel certificato del casellario giudiziario. Nei confronti di Francesco Morano è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le richieste. Nei confronti di Francesco Morano, il pm aveva chiesto la condanna a 2 anni ed 8 mesi per spaccio di stupefacenti. Tre anni a testa, invece, la richiesta di pena per i fratelli Michele, Giovanni e Antonio Zuliani, quest'ultimo attualmente in carcere anche con l'accusa essere stato l'esecutore materiale di un omicidio. Tre anni di reclusione erano stati chiesti anche per Nicola Doria, di 31 anni, di Piscopio. Richiesta di rinvio a giudizio (avendo optato per il rito ordinario) è stata avanzata dal pm per Arcangelo D'Angelo, 28 anni, di Piscopio.

"Giovani in erba". Le indagini della Squadra Mobile di Vibo hanno consentito di accertare che i soggetti indagati svolgevano con cadenza quasi quotidiana le loro attività illecite in favore di giovani acquirenti, in alcuni casi anche minorenni, in luoghi ben definiti quali, il muretto della zona Cancello Rosso di Vibo Valentia e la Villa Comunale della frazione di Piscopio. Secondo le accuse il gruppo avrebbe posto in essere una fiorente attività di spaccio di stupefacenti, prevalentemente del genere “marijuana”, godendo di una fitta rete di fiancheggiatori che li avrebbe aiutati ad eludere i controlli delle forze dell’ordine. Dunque, un allarmante quadro delinquenziale che coinvolge i più giovani, spesso minori, “adescati” anche nei pressi degli istituti scolastici che frequentano, e che emerge drammaticamente per la sua estensione e pericolosità, fronteggiata da genitori che, consapevoli del proprio ruolo, non hanno esitato a riferire le circostanze di cui erano a conoscenza all’autorità giudiziaria. (mi.fa.)