È Vibo Valentia una delle province calabresi che, nel 2024, mostra un quadro contrastante in tema di criminalità. Secondo le statistiche della banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore del Lunedì, il territorio vibonese si colloca al 55° posto nella classifica nazionale, con 4.769 reati denunciati, pari a 3.175,2 ogni 100mila abitanti. Si registra un aumento del 4,31% rispetto al 2023.

Nel dettaglio, Vibo si distingue per due dati opposti: è seconda in Italia per danneggiamento seguito da incendio (92 denunce, 61,3 ogni 100mila abitanti) e, allo stesso tempo, terzultima per usura, con zero denunce. Un dato, quest’ultimo, che potrebbe riflettere sia una bassa incidenza del fenomeno sia una possibile sottodenuncia. Inoltre, la provincia figura tra le prime tre in Italia per rapine negli uffici postali, con 1,3 denunce ogni 100mila abitanti, subito davanti a Reggio Calabria (0,8).

Il quadro regionale: Cosenza la più sicura, Catanzaro la più colpita


Guardando all’intera regione, la provincia di Cosenza risulta la più sicura della Calabria. La città bruzia si piazza al 99° posto su 106 province italiane, con 16.283 reati denunciati, pari a 2.433,1 ogni 100mila abitanti, e una diminuzione del 5,10% rispetto all’anno precedente.
Cosenza è anche seconda in Calabria per numero di incendi (298 denunce, 44,5 ogni 100mila abitanti) e 11ª in Italia per danneggiamento seguito da incendio (231 denunce, 34,5 ogni 100mila abitanti). Si segnala inoltre come penultima per truffe e frodi informatiche (291,8 denunce ogni 100mila abitanti), un dato che evidenzia un contesto relativamente sicuro sul fronte dei reati digitali.

All’estremo opposto, Catanzaro è la provincia con il più alto indice di criminalità in Calabria, collocandosi al 47° posto nella graduatoria nazionale. Nel 2024 sono stati registrati 11.239 delitti denunciati, pari a 3.312,4 ogni 100mila abitanti, in calo del 2,69% rispetto al 2023. Il capoluogo regionale è ultimo in Italia (106° posto) per rapine — con 9 denunce, 5,6 ogni 100mila abitanti — ma risulta 19° per estorsioni (83 denunce, 24,5 ogni 100mila abitanti), un dato comunque in lieve flessione.

Crotone e Reggio Calabria: trend contrastanti


La provincia di Crotone si posiziona al 78° posto (4.561 denunce, 2.824,5 ogni 100mila abitanti, -1,62%). È prima in Italia per tentati omicidi (6,2 denunce ogni 100mila abitanti) e seconda per incendi (61,3 ogni 100mila abitanti). Crotone primeggia anche per denunce di usura (1,2 ogni 100mila abitanti) ma, paradossalmente, è una delle aree più sicure sul fronte dei furti, con 792 denunce e un 103° posto nazionale.

Reggio Calabria, invece, si colloca all’80° posto (14.358 reati, 2.804,7 ogni 100mila abitanti, +0,25%). Il territorio reggino è quarto in Italia per danneggiamenti seguiti da incendio (274 denunce, 53,5 ogni 100mila abitanti, in crescita) e terzultimo per lesioni dolose (362 denunce, 70,7 ogni 100mila abitanti).

Una Calabria dai profili diversificati


Dai dati emerge un quadro composito: Cosenza si conferma la provincia più tranquilla, Catanzaro quella con l’indice criminale più elevato, mentre Vibo Valentia e Crotone mostrano trend misti, con specifiche criticità ma complessivamente valori contenuti rispetto alla media nazionale.
Reggio Calabria, infine, presenta un equilibrio tra stabilità e lieve crescita di alcuni reati, confermando la necessità di un’attenzione costante ai fenomeni locali.