Pizzo e il pizzo: l'associazione Murat vuole eliminare l'ambiguità
Il presidente Giuseppe Pagnotta spiega come si potrebbe superare l'inghippo che accosta la città costiera del Vibonese alle estorsioni e al celebre tessuto.
Tra Pizzo ed il pizzo. Sono almeno tre i significati a cui si associa il nome di una delle più significative località costiere della costa tirrenica calabrese. E spesso per distinguere non basta una lettera maiuscola. Non è affatto edificante confondere la città napitina con il pizzo delle estorsioni. E qualcuno ritiene che si debba distinguere anche dal prezioso tessuto universalmente noto. Nella fattispecie, a sostenerlo è l'associazione "Murat onlus" che tenta di porre fine a un'antica ambiguità. "L'amaro riscontro - spiega in un'intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud il presidente Giuseppe Pagnotta - lo si ottiene digitando il nome della nostra cittadina sul web dove bisogna specificare "Pizzo Calabria" o "Pizzo di Calabria".
Al quotidiano messinese, il professionista riferisce pure un aneddoto legato alla sua iscrizione all'Università. "Non mi volevano iscrivere - evidenzia - per il fatto che nel diploma figurava Pizzo Calabro e nel certificato rilasciato dal Comune, semplicemente "Pizzo".
Per evitare altri malintesi, basterebbe cambiare la denominazione della città più popolosa della provincia di Vibo ( capoluogo escluso) le cui radici affondano nell'antica Grecia da cui Pizzo ereditò il nome "Napitia", da colui che la fondò, ovvero il principe di Napeto.
