Un destino crudele che ha strappato via la vita di molte persone, lasciando in quella dei familiari delle vittime invece un vuoto che sarà sempre più grande ogni giorno che passa. Il naufragio dei migranti alle coste crotonesi porta con sé diversi strascichi che adesso attedono risposta e chiarimenti. La Procura di Crotone, a tal proposito, ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, raccogliendo inoltre del materiale sul “buco” di almeno sei ore, tra le 22.30 di sabato 25 febbraio, quando l’aereo di Frontex ha emesso il dispaccio con cui segnalava la presenza di una imbarcazione nello Ionio. Ha parlato così il Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone, Vittorio Aloi, sulla questione: «Saremo sentiti e ci farà piacere chiarire, chiariremo a chi dovere quando ce lo chiederanno». Sul mancato intervento poi: "Non mi risulta che si trattasse di una segnalazione di distress, sapete che le operazioni le conduce la Guardia di finanza finché non diventano comunicazione di Sar (di salvataggio ndr). Io non ho ricevuto alcuna segnalazione».

Ieri sera inoltre, nel programma di Vespa, il capo della Comunicazione della Guardia costiera, Cosimo Nicastro, ha rotto il silenzio affermando quanto segue: "È stata una tragedia non prevedibile alla luce delle informazioni che pervenivano. Gli elementi di cui eravamo a conoscenza noi e la Guardia di Finanza non facevano presupporre che ci fosse una situazione di pericolo per gli occupanti. Non erano arrivate segnalazioni telefoniche né da bordo né dai familiari. La segnalazione di Frontex è stata trasmessa all’International coordination center, che è il punto di contatto non per le operazioni di ricerca e soccorso ma per le operazioni di polizia in mare". La Procura di Crotone, guidata da Capoccia, sta cercando inoltre di capire se quella notte ci siano state delle omissioni di soccorso. Al momento non c’è ancora una ipotesi di reato, ma i Carabinieri stanno raccogliendo delle informazioni, delegando i Carabinieri di Crotone che indagano su quella notte.