"Il 26 gennaio sarà una giornata di festa e di liberazione per le due Reggio, Reggio Calabria e Reggio Emilia. Nel nome del lavoro, del futuro, del progresso e dei diritti e della lotta senza quartiere alla 'ndrangheta, che è merda con 3 'm'. La combatteremo con le buone e con cattive, paese per paese, senza quartiere". Così Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook a Linate nella sala d'attesa dell'aeroporto milanese prima di partire per la Calabria. "Qualcuno ci ha convissuto sia in Emilia che in Calabria, noi usiamo la ruspa e le maniere dure con certa gente che non merita niente".

A Rende. L'accoglienza per il leader della Lega non è stata delle migliori. A Rende lo hanno infatti accolto con uno striscione e un "pacco" di letame posizionato davanti alla strada di ingresso dell'hotel che ospita l'incontro con gli agricoltori. "In Calabria - ha detto Salvini - c'è tanto da fare. Penso alla statale 106, alla disoccupazione giovanile, alle imprese agricole e penso alla lotta alla mafia, alla camorra e alla 'ndrangheta quartiere per quartiere, con le buone o con le cattive maniere".

"Quando i cittadini scelgono – ha detto  Salvini  – è sempre una buona notizia, e spero che possano scegliere anche sulla legge elettorale perché c’è una sinistra che sta cercando con i trucchetti di palazzo di tornare a trent’anni fa, ai governi con cinque, sei o sette partiti e i cambi di casacca ogni quarto d’ora . Una legge elettorale stabile, – ha poi aggiunto Salvini – efficiente, moderna e maggioritaria. Una legge all’inglese, dove hanno votato e la sera stessa sapevano chi avrebbe governato. Di questo ha bisogno l’Italia, di certezze, stabilità e governi che durano. I Cinquestelle non esistono più e quindi quello di cui ci accusano non mi interessa”. Sul caso Gregoretti Salvini ha poi aggiunto: “Vogliono processarmi, lo facciano. Vogliono arrestarmi, lo facciano, ma dovranno trovare un tribunale bello grosso e un carcere altrettanto grosso, perché penso che ci saranno alcuni milioni di italiani a farmi compagnia, perché difendere i confini di un Paese, non è solo un diritto, ma un dovere di un ministro. La mancanza di onore è la vergogna che hanno quelli del Pd, che vogliono processarmi e lo facciano, ma perché dopo il voto in Emilia? Perché hanno paura di perdere la faccia. Se uno è convinto delle proprie idee, deve esserlo sempre. Quindi se sono convinti che sono un delinquente che merita un processo, lo votino in Parlamento e poi decideranno i giudici e gli italiani".

 

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