La seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Venezia a carico di Francesco Vallone, imprenditore molto affermato nel Veronese e soggetto originario della provincia di Vibo Valentia, difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga.

Francesco Vallone era stato attinto da ordinanza di custodia cautelare nell’operazione “Tauros”, condotta dalla Dda di Venezia. L’indagine ha permesso di svelare l’esistenza di un sodalizio, appartenente alla ‘ndrangheta, costituito dalle famiglie Gerace, Albanese, Napoli e Versace, avente – come si legge nell’ordinanza emessa dal gip di Venezia – base operativa nella Provincia di Verona e basato “su regole e cariche proprie dei Crimini di Polsi”.

Le operazioni investigative, condotte dal Ros di Padova, hanno condotto all’arresto di 33 persone, mentre l’avviso di conclusione delle indagini preliminari risulta imponente: oltre ottanta indagati per più di cento capi d’imputazione. Tra le accuse di cui, a vario tutolo devono rispondere gli indagati spicca la contestazione di associazione mafiosa, cui si aggiungono venticinque casi di estorsioni, tredici episodi di riciclaggio di danaro sporco, otto storie di usura, una decina di furti ed emergono tre gruppi di indagati impegnati nello spaccio di droga.

Francesco Vallone, è indagato per tre episodi di riciclaggio - connesse a fatturazioni per operazioni inesistenti che sarebbero avvenute attraverso un noto centro studi a lui riconducibile – ritenuti aggravati in quanto connessi al fine di agevolare la cosca Grande Aracri di Cutro, sodalizio mafioso ben conosciuto anche dalle Procure antimafia di Bologna (operazione “Aemilia”) e Venezia (operazione “Isola scaligera”).

La Corte di Cassazione, tuttavia, accogliendo i rilievi difensivi ha annullato il provvedimento custodiale, disponendo un nuovo giudizio da parte del Tribunale del riesame di Venezia. Giova ricordare come per Francesco Vallone si tratti del secondo pronunciamento favorevole della Suprema Corte nel giro di poche settimane. Risale a questo mese di ottobre, infatti, un altro annullamento della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione nell’ambito del procedimento denominato “Isola scaligera” (in cui Vallone è difeso sempre dagli avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga), nel quale il predetto è accusato di partecipazione mafiosa con riferimento a un “locale” di ‘ndrangheta, attivo nella provincia di Verona e collegato alla cosca degli “Arena-Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto. Nell’operazione “Isola scaligera” è indagato, con l’accusato di peculato, anche Flavio Tosi, già sindaco della città di Verona e noto esponente politico.

Entrambe le operazioni antimafia hanno avuto grande risonanza mediatica perché si è accertata una diffusa infiltrazione della ‘ndrangheta nel Veneto e perché vi è stato il coinvolgimento di politici, imprenditori molto noti e affermati professionisti. Per l’imprenditore Francesco Vallone, tuttavia, si sono registrati, in entrambi i procedimenti, delle sentenze di annullamento della Corte di Cassazione.