Il gruppo etnopopolare calabrese Nd’Arranciamu, giorno 29 alle ore 20, al “501 hotel” presenta il terzo lavoro discografico dal titolo “A strata”

In questo nuovo progetto musicale, fatto di costante ricerca e passione per le tradizioni e la cultura delle radici popolari calabresi, diversi sono stati i protagonisti che hanno collaborato idealmente e realmente all’incisione del disco.

Innanzitutto la poesia, tratto distintivo della cultura calabrese, pensata e voluta dai membri del gruppo come strumento di accompagnamento alla musica. Nel disco sono presenti 11 brani, di cui ben 7 testi sono stati pensati e ricercati da autori e parolieri calabresi. Filippo Scalzi di Crotone, ad esempio, con la scrittura de “A strata” ha reso a pieno il senso del progetto, scrivendo una poesia con a tema la situazione attuale della integrazione e degli sbarchi, evocando quel sentimento di malinconia e speranza. Giusy Staropoli, poi, con il brano “Passa ‘u santu”, parla delle feste patronali dei paesi, con un finale in stile bandistico che sottolinea la vera e profonda idea di festa popolare. Mariella Matera con il brano “Mi cuntau ca nci cuntau”, descrive in maniera totalizzante il tipico “pittuliamentu” di paese, i soliti commenti delle donne sempre attente dietro le persiane chiuse. E ancora Gregorio Lagadari, con il brano “Hijuri d’arangara”, e Franco Satriani, con il brano “A trebbiatura”, delineano in maniera chiara tutta la bellezza della cultura locale.

"Questo per noi - dicono dal gruppo - è il frutto di tre anni di lavoro, di esperienze e maturazione artistica, affermando uno stile tutto nostro, che rispecchia infine l’anima musicale di ogni singolo componente del gruppo. Infatti, ogni membro di Nd’Arranciamu si spinge oltre al mero compito di suonatore o cantante, collaborando in tutte le fasi della stesura della musica e degli arrangiamenti. Un mix di ritmi e sound di diversi paesi, che valicano i confini regionali calabresi, portando nelle piazze suoni di ogni angolo del mondo, pur mantenendo un principio e un orgoglio totalmente calabrese".

La copertina dell’album, ad esempio, è stata realizzate da Nicola Camillò, chitarrista del gruppo. Simbolicamente le 4 braccia disegnate rappresentano l’unione delle popolazioni e delle culture diverse, di integrazioni che per svariati motivi si trovano a condividere le proprie culture con le nostre. Sul retro della copertina, invece, sono rappresentate delle persone che camminano, ritratte di spalle, come ombre che somigliano a mille storie moderne e antiche, dal contadino che ritorna dai campi al tramonto, al migrante che vaga senza meta per le nostre strade in cerca di fortuna. Il disco è nato e ed è stato prodotto grazie alla collaborazione con l’etichetta discografica reggina Elca Sound di Natale Centofanti.