L'inchiesta "Safety car" e la banda delle auto rubate, chiuso il cerchio per 24 indagati
Il blitz aveva portato lo scorso mese di febbraio a venti misure cautelari. Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto e simulazione di reato
di GABRIELLA PASSARIELLO
Auto rubate nel giro di pochi secondi da un’organizzazione ben collaudata, il cui unico intento sarebbe stato quello di sottrarre le auto per poi ridarle ai legittimi proprietari dietro il pagamento di una somma di denaro, che doveva essere reinvestita per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiuso il cerchio a carico di ventiquattro indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto e simulazione di reato. Stralciata la posizione di Alessandra Voci il cui nome compariva nell’ordinanza firmata dal gip Giulio De Gregorio che il 21 febbraio scorso aveva portato a venti misure cautelari, sedici in carcere, quattro ai domiciliari e a cinque indagati a piede libero, nell’ambito dell’operazione “Safety car” messa a segno dai carabinieri. Circa una cinquantina i furti di macchine, trentotto delle quali restituiti ai legittimi proprietari. Ad incastrare la banda delle auto, le immagini degli indagati impresse nei sistemi di videosorveglianza, che hanno documentato gli appostamenti e il cambio dei ruoli all’interno dell’organizzazione criminale.
L’inchiesta. Si tratta di un’indagine nata dalla denuncia di due cittadini del Comune di Gasperina e che si è allargata a macchia d’olio in tutto il Catanzarese. Secondo le ipotesi di accusa, gli indagati, partivano a bordo delle loro auto dalla zona sud di Catanzaro, chi da viale Isonzo, chi da via Lucrezia della Valle per darsi appuntamento davanti a determinati distributori di benzina o nei pressi delle tabaccherie per poi spostarsi e mettere a segno una serie di furti nel Catanzarese. Da Sellia Marina a Catanzaro Lido, da Gasperina a Davoli e a Borgia, fino ad arrivare nel centro cittadino. Gli indagati avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati, depositare memorie e compiere ogni atto utile per l’esercizio del diritto di difesa prima che la Procura proceda con una richiesta di rinvio a giudizio.
I nomi.
- Franco Abbruzzese, 41 anni
- Armando Abbruzzese, 32 anni
- Damiano Berlingieri, 40 anni
- Fabio Bevacqua, 27 anni
- Luca Bevacqua, 30 anni
- Armidio Bevilacqua, 41 anni
- Fabio Bevilacqua, 26 anni
- Franco Bevilacqua, 42 anni
- Luciano Bevilacqua, 28 anni
- Vittorio Froio, 27 anni
- Santo Mirarchi, 27 anni
- Cosimo Damiano Passalacqua, 21 anni
- Francesco Passalacqua, 27 anni
- Leonardo Passalacqua, 44 anni
- Lucia Passalacqua, 29 anni
- Sonia Passalacqua, 29 anni
- Giuseppe Rotundo, 23 anni
- Pasquale Rotundo, 28 anni
- Alfonso Russo, 21 anni
- Luciano Russo, 43 anni
- Andrea Veneziano, 27 anni
- Daniele Veneziano, 25 anni
- Diana Zaharia, 25 anni
- Orlanda Vecceloque Pereloque, 43 anni
Il collegio difensivo. Gli avvocati impegnati in Safety car sono: Alessio Spadafora, Mary Aiello, Nicola Tavano, Piero Chiodo, Valerio Murgano, Alessandro Guerriero, Stefano Nimpo e Domenico Pietragalla.
