Riforma costituzionale, incontro con il professor Guzzetta a Vibo
Domenica 4 dicembre si terrà il referendum sulla riforma della Costituzione. Un appuntamento cruciale per il Paese e per il popolo italiano chiamato ad esprimersi su una riforma attesa da decenni. Da troppo tempo in Italia si parla di riforme istituzionali. Se volessimo identificare una data di inizio di questo estenuante dibattito potremmo ricorrere all’anno 1979 quando fu Bettino Craxi, dalle colonne de “L’Avanti”, a lanciare la proposta di introduzione del presidenzialismo. Da allora si sono succeduti almeno nove macro-tentativi così riassumibili:
· Commissione bicamerale c.d. Bozzi (dal nome del suo presidente), 1983-1985
· Commissione bicamerale c.d. De Mita-Iotti, 1992-1994
· Comitato Speroni, governo Berlusconi I, 1994
· Commissione bicamerale D’Alema, 1997-1998
· Comitato Brigandì, governo Berlusconi II, 2002-2004
· Progetto di revisione approvato dalle Camere, 2005
· Referendum costituzionale che ha bocciato il progetto approvato dalle Camere, 2006
· Progetto della I Commissione della Camera (c.d. Violante), 2007
· Commissione di esperti (c.d. Quagliariello), istituita dal Governo Letta, 2013
Nove progetti di riforma della Costituzione mai andati in porto e, seppur differenti tra loro, quasi sempre accomunati da un unico filo conduttore: il superamento del bicameralismo paritario. Ed è questo il punto cardine della riforma sulla quale dovranno esprimersi i cittadini tra poche settimane: mettere fine ad un Parlamento che non ha più bisogno, nel 2016, di essere rappresentato da quasi 1000 parlamentari che svolgono le identiche funzioni. Nelle grandi e consolidate democrazie del mondo, l’Italia rappresenta un unicum, con due camere che rappresentano un inutile doppione. E sul punto, erano stati chiari anche i padri costituenti già in sede di approvazione della più bella Carta Costituzionale del mondo. Moniti, suggerimenti, preoccupazioni scaturite da forze politiche diverse tra loro: dai democristiani, ai socialisti, fino agli azionisti. Tutti concordi nel sottolineare l’urgenza di una seconda camera che avesse funzioni differenti dalla camera bassa. Basterebbe ciò per dimostrare - secondo il fronte del "Sì" - la "bontà" di una riforma che tende complessivamente "a risolvere i problemi di un sistema politico bloccato da una grave crisi istituzionale". Ma c’è molto altro in questa riforma, in estrema sintesi: "il governo riceve la fiducia da una sola Camera, la prevalenza legislativa di una Camera politica, la previsione di un Senato che rappresenti i territori in Parlamento e che faccia da raccordo con Roma e Bruxelles, la revisione del Titolo V con una effettiva razionalizzazione delle competenze tra Stato e Regioni volta a mettere fine al contenzioso Stato-Regioni che ha creato innumerevoli conflitti di costituzionalità, l’abolizione del Cnel, la semplificazione del processo legislativo, il rafforzamento degli istituti di democrazia diretta, la previsione dello statuto delle opposizioni e molto altro ancora".
Per approfondire i temi della riforma, giovedì prossimo, 20 ottobre ore 17:00, alla Biblioteca Comunale di Vibo Valentia, se ne parlerà insieme al Prof. Giovanni Guzzetta, costituzionalista dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata e coordinatore del Comitato Nazionale “Insieme Sì Cambia”. Enzo Romeo, coordinatore Comitato “Basta un Sì Vibo Valentia”, Francesco Latino Iannello, coordinatore Comitato “Cessaniti per il Sì”, Franco
Cosentino, coordinatore Comitato “Movimento per il Sì per l’Italia”.
