Sorveglianza speciale, torna libero Antonio La Rosa
Era stato già condannato per associazione mafiosa, poichè ritenuto a capo dell'omonimo clan
di PAOLO DEL GIUDICE
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto da Fabio Rabagliati, giudici Gaia Sorrentino e Alberto Ferraro, ha restituito la libertà ad Antonio La Rosa, già condannato per il reato di associazione mafiosa poiché ritenuto a capo dell'omonimo clan.
Accogliendo le richieste formulate sulla base della più recente giurisprudenza e gli esiti di apposite indagini difensive prodotte dai suoi difensori, avvocati Mario Bagnato e Francesco Stilo, tese a dimostrare l'infondatezza dell'imputazione di violazione del regime di sorveglianza per essersi accompagnato a persone “controindicate”, il Tribunale del riesame ha pronunciato l'annullamento dell'ordinanza del 15 dicembre scorso di applicazione del regime di arresti domiciliari a seguito dell'arresto operato dai Carabinieri, ritenendo che non emergesse una frequentazione con carattere di abitualità.
Pochi mesi fa, precisamente nel settembre scorso, La Rosa aveva riassaporato la libertà dopo che la Corte di Appello di Catanzaro, accogliendo le richieste formulate dal legale di fiducia, gli accordò la revoca degli arresti domiciliari rimettendolo in libertà, ritenendo che fossero attenuate le esigenze cautelari in considerazione della sentenza della suprema Corte di Cassazione che, pur riconoscendo la responsabilità penale del La Rosa per il reato di tentata estorsione, ha pronunciato l’annullamento con rinvio al giudice del merito per discutere delle circostanze aggravanti.
