Mesi infausti, mesi trascorsi nell'incertezza e nella confusione. Mesi difficili in cui quella che fino a ieri sembrava una cosa impossibile e lontana, si è palesata senza soluzioni di continuità. La scuola ha iniziato, per forza di cose, a fare i conti con la didattica a distanza. La scuola ha dovuto fronteggiare una nuova modalità di interazione che rischia di minare le fondamenta di un processo educativo cristallizzatosi nel tempo e che ora rischia di subire un colpo mortale.

La scuola si è ripresa in questi mesi così duri, è ripartita con forza ed entusiasmo. Risorse ingenti sono state immesse nel complesso sistema scolastico italiano ed anche gli istituti vibonesi hanno ricevuto una quantità importante di mascherine, banchi, prodotti igienizzanti ed altro ancora. Insomma, c'erano e ci sono, all'interno delle mura scolastiche, tutte le condizioni per ritornare ad un effettiva e costante didattica in presenza.

Ma il ritorno virulento della pandemia ha (ri)bloccato tutto. Buona parte del materiale arrivato giace nei magazzini in attesa di essere, chissà quando sarà possibile, utilizzato. Siamo andati nelle scuole della città per sentire gli umori dei dirigenti scolastici, per comprendere il momento che stanno vivendo le scuole in questa fase di transizione così anomala. Anche al liceo “Morelli” scatoloni di mascherine presenti nei magazzini e la presa di coscienza di un momento sì complesso, ma gestito al meglio da docenti ed alunni che si stanno impegnando al massimo delle loro possibilità: "I docenti – ha affermato il dirigente Raffaele Suppa - con grande spirito di sacrifico ed umanità si stanno dedicando agli alunni come se fossero dei loro figli. Agli studenti dico che saremo sempre al loro fianco con grande senso di responsabilità".

Nel video, l'intervista integrale al dirigente Raffaele Suppa.