Per la Vibonese è scoccata l'ora della verità. Il match di domani pomeriggio sul campo dell'Igea Virtus non rappresenta più soltanto una gara di recupero, ma il bivio definitivo di un'annata tormentata. Dopo il crollo interno subito contro l'Atletico Palermo, che ha minato certezze e posizioni in graduatoria, la truppa di Danilo Fanello sbarca in Sicilia con le spalle al muro e l'obbligo categorico di fare punti.

La situazione attuale non lascia spazio a interpretazioni: il quartultimo posto è una ferita aperta che condanna i calabresi a lottare nel fango della zona calda. Centrare il bottino pieno in terra messinese permetterebbe di accorciare la distanza dalla salvezza diretta, evitando che le ultime due giornate si trasformino in un calvario psicologico prima degli spareggi retrocessione.

A rendere la missione ancora più proibitiva è la mannaia del Giudice sportivo. Fanello dovrà infatti fare ancora a meno di due uomini chiave: Marchetti e Di Giglio. 

La trasferta siciliana è, a tutti gli effetti, l'ultima chiamata. La tifoseria vibonese, provata da una stagione di sofferenze, chiede una reazione d'orgoglio per evitare lo spettro della retrocessione. Contro un'Igea Virtus sempre ostica tra le mura amiche, alla Vibonese non basterà il modulo o la tattica: servirà quella "fame" necessaria per strappare la permanenza in Serie D e rimettere in piedi un destino che, al momento, appare quanto mai incerto.