Vibo, verifica maggioranza in standby: Costa temporeggia e i partiti spadroneggiano
L'amministrazione, a poco meno di un anno dalle elezioni, è costretta a fare i conti con gli equilibri precari di una coalizione eterogenea
Dopo settimane difficili, sembra essere tornato temporaneamente il sereno sull’amministrazione comunale di Vibo Valentia. Ma certo, l’aria che si respira non è leggera dentro e fuori l’aula del Consiglio. I partiti della maggioranza continuano ad essere profondamente divisi. E la tensione, al loro interno, si taglia a fette.
La verifica. Serve un chiarimento urgente per rimarginare diverse ferite aperte. Da qui la richiesta di una verifica, da parte delle forze centriste, al momento caduta nel vuoto. L’appello, risalente a qualche settimana addietro, non può tuttavia ritenersi superato. Probabilmente, Udc, Ncd e Vibo Unica, torneranno alla carica subito dopo le amministrative. E lo faranno, come richiesto dal sindaco, in via ufficiale. (Costa non aveva apprezzato che l’appello fosse arrivato a mezzo stampa).
Gli "incidenti". Sul tavolo del confronto, varie questioni. Su tutti gli altri aspetti, prevarrà quello di una maggioranza che deraglia sistematicamente, senza una guida, dove Forza Italia si è sentita libera, nelle scorse settimane, di stringere un patto con il Pd per l’elezione del presidente della Commissione ospedale e il candidato individuato per la vicepresidenza dalle forze di governo, ovvero Carmela Valia, è stato messo ko da qualche franco tiratore, non poi così difficile da individuare. Ecco perché bisognerà capire dal confronto interno, l’ennesimo, se la coalizione uscita vincitrice alle ultime elezioni ancora esiste. E soprattutto, quanto il capo dell’esecutivo sia nelle condizioni di “controllarla”.
Il potere della politica. Oggi più che mai, ed in barba a tutte le promesse elettorali, a spadroneggiare è, infatti, la politica. L’interlocutore prediletto di Costa, in questa fase, continua ad essere FI che intanto piazza i propri uomini nelle postazioni-chiave con l’assenso dell’ex magistrato. Altro che progetto civico ed amministrazione indipendente dalle logiche dei partiti! In atto c’è un principio di resa dei conti proprio tra esponenti della politica locale. E nel gioco delle parti chi appare decisamente indebolito è proprio il sindaco. Costretto a recepire le indicazioni degli azzurri per restare in piedi.
