Nel Vibonese inaugurata la grotta di Lourdes alla cittadella di Padre Pio(VIDEO)
Quello della Cittadella di Padre Pio a Drapia ad opera dei Discepoli del Santo è una storia che parte da molto lontano quando nel 2004 alle dieci del mattino Padre Pio, in compagnia di Gesù, apparve ad Irene Gaeta, la sua figlia spirituale per eccellenza e le disse: “In Calabria devi fare un Santuario, un Ospedale Pediatrico, un Centro di Ricerca e un Villaggio”. Da allora la donna si è dedicata principalmente a questo ottenendo dei risultati che all’epoca parevano impossibili, grazie a molte generose donazioni è riuscita a comprare il terreno che le era stato indicato, è riuscita a mettere insieme un gruppo di professionisti per il progetto, è riuscita ad ottenere tutte le autorizzazioni sia a livello locale che del ministero della sanità ed ora un altro tassello ha trovato la sua collocazione, la benedizione e inaugurazione di quella che è stata chiamata la grotta di Lourdes.

La cittadella di Padre Pio di Drapia è complesso che si estende su oltre 160mila metri quadri e tra le varie strutture comprenderà una casa accoglienza, un centro di ricerca scientifica e laboratori, case per anziani, ex-carcerati e disabili, inoltre si coltiveranno in loco le piante officinali che verranno usate per creare i medicamenti utilizzati, infatti gli studi officinali sul terreno di Drapia hanno confermato che la varietà delle piante autoctone, delle fioriture, la qualità dei frutti che nascono spontaneamente, la presenza di acqua sorgiva di ottima qualità, regalano un vero “paradiso” incontaminato, ideale per il percorso rigenerativo dei piccoli pazienti che nella Cittadella di Padre Pio potranno recuperare la propria forma fisica e spirituale con trattamenti nutraceutici unici.
Inoltre l’analisi biochimica dei principi attivi nelle piante ha rilevato peculiarità vegetali uniche con concentrazione dei componenti fuori del comune. Una per tutte: il Cardo Mariano, che cresce qui con un altissimo livello del suo principio attivo officinale, la silimarina, un complesso di composti vegetali importanti utili per il benessere del fegato. “Questa indicazione, ancora una volta profetica e dal grande significato umanitario – spiegano dall’associazione - rivela sempre di più i contorni di un disegno divino immenso, al cui centro ci sono i sofferenti e i più sfortunati, e che mette insieme tutti i pezzi di un’opera d’amore, di scienza e di fede straordinaria in ogni sua parte”.
