Vibo, scontro senza fine: Cascasi ribatte ancora al sindaco
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l'imprenditore Francesco Cascasi ha rivolto al sindaco di Vibo.
Gentilissima sindaco,
dobbiamo ancora tediare i nostri concittadini con le nostre schermaglie, ma la sua chiamata fuori di quanto accaduto in precedenza mi impone di essere severo con la sua memoria perchè ha dimenticato di essere stata protagonista dell'atto amministrativo che ha bloccato il rilascio della concessione per 14 anni.
Infatti, l'approvazione del progetto preliminare è stato bloccato con la delibera del 25 maggio 2003 emanato dalla Giunta comunale (sindaco Elio Costa) , nella quale lei era assessore al Commercio. In quella delibera si davano direttive al dirigente del settore 8, motivate dalla necessità di non pregiudicare la realizzazione di opere pubbliche per appena 17mila euro, al fine di non compromettere le soluzioni progettuali delle opere che si andranno a realizzare nell'area del Porto di Vibo Valentia, di non rilasciare autorizzazioni o concessioni edilizie per interventi che interessano lo specchio d'acqua, di rilasciare autorizzazioni per interventi di ristrutturazione-adeguamento-rinnovo di manufatti esistenti nell'area a terra.
Dovrebbe andare a riprendere quella delibera e, visto che lei adesso è il sindaco, chiedere copia degli atti sottesi alla stessa, dato che la mia richiesta di accesso è rimasta senza esito perchè nessun atto è stato rintracciato. E visto che si trova, guardi anche il brogliaccio del segretario comunale del giorno 23 maggio 2003, dove la deliberazione viene riportata in maniera succinta e difforme rispetto agli altri provvedimenti assunti nella stessa seduta. Una delibera che appare senza alcun atto precedente o successivo e che è riportata solo nel titolo dal segretario comunale. Una delibera che però, invadendo le competenze di gestione, ha impedito il rilascio della mia concessione per 14 anni.Lei è parte della storia dell'Amministrazione comunale e farebbe bene a ricordarlo la prossima volta prima di affrettarsi a prendere le distanze da coloro che l'hanno preceduta.
Vedo che scarica sulla Regione Calabria la volontà di far sottoporre il progetto a Via. Allora le ricordo che la Cadiebbe a presentare il progetto definitivo in data 4 marzo 2015, chiedendo la convocazione della conferenza dei servizi. Dopo diversi solleciti, il Comune di Vibo Valentia, con nota del 30 giugno 2015 sottoscritta dal dottor Nesci, imponeva "che il progetto definitivo trasmesso sia comunque soggetto ad assoggettabilità di Valutazione di impatto ambientale". Tanto che poi in mancanza di sottoposizione a Via lo stesso Nesci emanava il provvedimento di archiviazione del progetto in data 11 novembre 2016. E mi pare che il dottor Nesci sia ancora un valente collaboratore della sua Amministrazione comunale.
Lei richiama la sentenza del Consiglio di Stato davanti al quale l'ente costituito era sempre il Comune di Vibo. Per quanto riguarda i destini della città, mi permetta di opporre al suo lavoro silenzioso il lavoro silenzioso degli imprenditori, che, a differenza vostra, hanno l'obbligo del risultato immediato perchè dal loro lavoro dipendono centinaia di famiglie. E devono lottare ogni giorno con la criminalità organizzata, con le carenze infrastrutturali e con l'ottusità delle pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda i risultati futuri della sua amministrazione, saranno i cittadini a decidere. Intanto rimangono bloccati i miei investimenti per la realizzazione del pontile; la Rada patisce la mancanza di coraggio della sua amministrazione per declinare uno sviluppo sostenibile per la fruizione di via Vespucci; mentre l'attività alberghiera, progettata nella città di Vibo Marina, è sospesa per mancato rilascio della autorizzazioni e l'impresa di rimessaggio di grandi imbarcazioni non può essere avviata per la mancanza di infrastrutture per il trasporto delle imbarcazioni. Solo queste attività avrebbero dato lavoro a centinaia di persone e contribuito allo sviluppo di Vibo Marina.
Scrivo questo con dispiacere, in quanto avevo contato molto sulla carica innovativa che sarebbe potuta derivare dalla sua elezione. Purtroppo le logiche della vecchia politica hanno avuto la meglio e la sua amministrazione non differisce dalle altre che l'hanno preceduta.
