A Pizzo una nuova chiesa dove rinnovare la fede
Una nuova chiesa dove rinnovare la fede. E forse anche irrobustirla, visto che coi tempi che corrono si va talmente di fretta da non trovare il tempo neanche per una preghiera. Oggi però non ci sono più scuse per i fedeli napitini: "Risurrezione di Gesù” è dotata di ogni comfort, compreso un vasto parcheggio; oltre a condizioni ambientali adeguate al periodo, attraverso impianti di riscaldamento/refrigerazione ad hoc. Il complesso parrocchiale così definito, è sorto su via Nazionale, a due passi dalla villa comunale, con la quale è connesso.
Al suo interno: un auditorium capace di contenere 500 posti, un caratteristico campetto di calcio che già fa la sua bella figura nell’area prospiciente all’edificio sacro e area verde attrezzata; perché l'imponente luogo di culto non si apre esclusivamente allo spirito ma si allarga a nuove possibilità per il territorio. Il sito, edificato grazie al finanziamento di 4 milioni elargiti dalla Cei e dalla curia, oltre a riqualificare un’area importante della zona, strappandola magari al degrado, offre in particolare nuove possibilità ai giovani del luogo, ergendosi quale valido punto di riferimento ove poter stimolare anche attività culturali, sociali e sportive. Ebbene, dal 23 luglio la struttura entrerà ufficialmente nel vivo delle sue funzioni, dopo la consacrazione del sito a cura del Vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Monsignor Attilio Nostro.
La fase preparatoria è affidata al triduo che si svolgerà nei tre giorni precedenti presso la chiesa di San Sebastiano. In agenda per giorno 20 si terrà la catechesi di monsignor Filippo Ramondino; il 21 il direttore dei lavori, l’architetto Enrico Pata, presenterà la nuova chiesa, ed il 22, don Salvatore Santaguida presiederà la veglia di preghiera, con relativa accoglienza delle reliquie che saranno inserite all’interno del nuovo altare in marmo. Insomma, non soltanto Paravati avrà il suo nuovo luogo di culto, ma anche la cittadina tirrenica, terra di marinai e tradizioni, ma soprattutto di grande fede. Peraltro si prevede già un massiccio afflusso per la festa di dedicazione, sia perché avrà una connotazione storica e sia perché simbolicamente la nuova “casa di Dio” è stata edificata attraverso il coraggio della Cooper Po.Ro di Rombiolo: dopo un paio di mesi dalla posa della prima pietra la ditta subì una vile intimidazione (fu data alle fiamme una trivella) ma il presidente della Cooperativa, Antonio Pata, ed i soci andarono avanti a testa alta.
