Pochissimo personale medico e paramedico, sacrificato in reparti spogliati anche dell'essenziale: così si possono sintetizzare le condizioni in cui versa l'ospedale di Serra San Bruno, da decenni stretto nelle morse di un depauperamento che imperversa. Una decadenza progressiva, iniziata nel 1998 con la chiusura del reparto Ostetricia e Ginecologia e andata avanti senza sosta, non tenendo conto dell'ampio bacino di utenza che la struttura serve. Ieri la notizia del prossimo arrivo di una tac e di un mammografo- secondo quanto previsto per il nosocomio serrese dal programma di ammodernamento tecnologico per gli ospedali calabresi-ha destato speranza in molti cittadini, ma a tanti altri è apparsa come un 'contentino' dato senza conoscere la reale situazione (basti pensare che nel reparto Radiologia, al quale sono destinati i due strumenti di diagnostica, manca il medico).

Certo, su indizione del sindaco, Alfredo Barillari, oggi vi è stato un incontro con lo staff medico, il presidente della commissione Sanità regionale Michele Comito, il commissario dell’Asp di Vibo Giuseppe Giuliano e il referente sanitario dell’Asp Antonio Talesa, per discutere circa le innumerevoli criticità che il presidio ospedaliero presenta: una presenza istituzionale importante, segno che forse qualcosa si sta per muovere. Ma se la speranza è l'ultima a morire, tra i cittadini di un comprensorio troppo spesso lasciato da parte i dubbi e la diffidenza ormai la fanno da padrona. Anche perchè, dopo decenni di abbandono, risollevare le sorti dell'ospedale è tutt'altro che semplice: non manca chi chiede un miracolo a San Bruno!

 

Una puntuale descrizione dello stato attuale del nosocomio  è stata tracciata da Fioravante Schiavello, cittadino serrese già responsabile amministrativo del locale Distretto sanitario.
PRONTO SOCCORSO: solo 4 medici (per assicurare i turni si fa ricorso alle cosiddette prestazioni aggiuntive, che costano all’Asp 60,00 euro lordi per ogni ora di servizio);
CHIRURGIA: non esiste; l’unico medico rimasto per l’attività ambulatoriale andrà in pensione a breve;
MEDICINA (con 16/18 posti letto) e LUNGODEGENZA (con 20 posti letto): dovrebbero essere unità operative separate, con propri organici di medici; infermieri e oss; invece si reggono sul sacrificio e sulla disponibilità di 3 o 4 medici, di cui uno assente da molto tempo per problemi di salute;
DIALISI: si regge con un solo medico;
RADIOLOGIA: non ci sono medici; i tecnici, che operano con grande spirito di abnegazione, devono trasmettere le radiografie- per la lettura e il referto-alla Radiologia dell’ospedale di Vibo Valentia;
LABORATORIO ANALISI: operano un medico, una biologa ( di prossimo pensionamento) e 3 o 4 tecnici;
C’è un solo medico di ANESTESIA E RIANIMAZIONE per assicurare le urgenze del Pronto Soccorso;
RIABILITAZIONE E FISIOTERAPIA: sono rimaste 3 fisioterapiste, di cui una prossima alla pensione.

Schiavello ha sottolineato, inoltre, la disparità di "trattamento" dell'ospedale di Serra rispetto a quello di San Giovanni in Fiore: "Sono entrambi nosocomi di montagna, ma vengono attenzionati in modo molto diverso".

In questo quadro, si vuole costituire-con Schiavello in prima linea-un comitato civico che lotti per avere un ospedale con servizi adeguati e, più in generale, affinchè la zona delle Serre abbia la dignità che merita.